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Giovedì, 29 Febbraio 2024
Cronaca

La difesa dello staker romeno: «Era lei che mi provocava»

Daniel Ionut Neculae, il 37enne finito in manette con l'accusa di stalking, danneggiamento e incendio, si è presentato oggi, 3 aprile, di fronte al gip cui ha detto di non essere lui l'autore della persecuzione ai danni di una connazionale 32enne residente a Treviso con cui aveva avuto una relazione

«Era lei che mi provocava, con messaggi e telefonate trappola. Ma io non ho fatto nulla». Daniel Ionut Neculae, il 37enne ex pompiere romeno arrestato lo scorso 29 marzo in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip di Treviso Marco Biagetti e di un mandato di arresto europeo delle autorità di Bucarest (in patria deve scontare 8 anni per reati che vanno dal furto aggravato al favoreggiamento della prostituzione fino al sequestro di persona) oggi, 3 aprile, ha parlato. All'interrogatorio di garanzia svoltosi in tarda mattinata davanti al gip Cristian Vettoruzzo per indisponibilità del giudice Marco Biagetti, l'uomo (assistito dall'avvocato Giovanna De Rosa) si è presentato con una interprete e ha ribadito punto per punto di non essere il responsabile della campagna di persecuzione di cui invece l'accusa una connazionale 32enne di Treviso a cui, secondo le accuse della donna, avrebbe bruciato anche l'automobile.

In poco più di mezz'ora Neaculae ha spiegato al giudice di essersi lasciato dalla donna - con cui avrebbe avuto una relazione sentimentale proseguita anche dopo che, nel giugno scorso, era stato condannato a un anno (pena sospesa) per minacce nei confronti della connazionale - alla fine dell'anno appena trascorso. «Io sono ancora innamorato di lei - ha affermato - ma lei non ne vuole più sapere. Ma non sono certo l'autore dell'incendio alla sua auto, quel fatto l'ho appreso dai giornali».

Ammette, invece, di averle inviato dei messaggi ma lo avrebbe fatto in risposta ad alcune fotografie che la donna gli avrebbe inviato insieme al suo nuovo compagno. «Sono stato preso dalla rabbia - ha detto al giudice - ma non l'ho perseguitata. Se c'è qualcuno che la stalkerizza francamente non sono io». Daniel Ionut Neculae torna anche sull'episodio dei fiori con i quali si era presentato alla scuola della figlia della vittima. «Avevo due mazzi - ha spiegato - una per la piccola e una per la mia ex. Sono stati buttati entrambi. Poi però lei mi ha chiamato, mi ha chiesto scusa chiedendomi se glieli portavo a casa. Il giorno successivo mi sono presentato sotto la sua abitazione e l'ho vista che mi filmava con il telefonino. Poi ho sentito arrivare la polizia e me ne sono andato».

L'avvocato De Rosa ha chiesto una attenuazione della misura cautelare, con il divieto di avvicinamento e l'obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria. Qualsiasi sia la decisione del giudice per l'udienza preliminare Neculae rimarrà comunque dietro le sbarre in virtù dell'arresto europeo che è stato convalidato. Il 37enne tra l'altro ha esplicitamente chiesto che la condanna, diventata definitiva in Romania, venga scontata in Italia. I giudici della Corte d'Appello di Venezia decideranno il prossimo 12 aprile.

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