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La Cgil attacca il Questore Cacciapaglia: “Clima pesante, diffuso il malessere tra il personale”

La denuncia: "Troppe tensioni e ingiustificate prese di posizione dei vertici: si rischia la paralisi dell'attività operativa e amministrativa, a repentaglio c'è la sicurezza della collettività"

TREVISO “Crescente e sempre più pericolosamente invalidante il clima di sfiducia, demotivazione, tensione, paura e solitudine all’interno della Questura di Treviso”. SILP e RSU CGIL fanno appello al senso del dovere e di responsabilità del Questore Tommaso Cacciapaglia.

Diritti contrattuali negati senza plausibile ragione (ferie, permessi, congedi, riposi rifiutati, orari di lavoro senza soluzione di continuità, incongruenti valutazioni nei rapporti informativi, immotivati spostamenti di personale da un ufficio all’altro), ritorsioni e ricatti morali che rasentano il mobbing, procedimenti disciplinari avviati in modo spregiudicato e irragionevole, gratuite prese di posizione che non tengono conto del minimo rispetto per la dignità professionale e della persona, discriminatorie differenze di trattamento tra uomini e donne.

“Oltre alla cronica carenza di organico e di mezzi e all’azzeramento del turn over, con conseguente invecchiamento degli operativi e il crescente insorgere di malattie professionali, il dilagante malessere del personale, che sempre più reclama maggiore attenzione e rispetto, se non tempestivamente affrontato rischia di paralizzare l’attività operativa e quella amministrativa della Questura. E così, inevitabilmente, di riversarsi sulla sicurezza della collettività”. Questa la denuncia e l’allarme lanciati da Stefano Bianco, segretario provinciale SILP CGIL di Treviso.

E’ responsabilità di chi è garante di tale sicurezza e dovere di chi ha poteri decisionali e qualifica per farli valere, stabilire non solo le sorti dell’attività quotidiana di Polizia, ma soprattutto incidere sullo stato d’animo e sull’equilibrio di chi è chiamato giornalmente a svolgere quello stesso delicatissimo servizio - sottolinea il segretario provinciale SILP CGIL di Treviso - Vestiamo una uniforme simbolo di appartenenza a una istituzione in cui crediamo fortemente e, invece di gratificare lo spirito di abnegazione e sacrificio del personale, anche di quello civile con cui quotidianamente cooperiamo, sembra che si faccia di tutto per non collaborare alla soluzione dei conflitti e dei problemi. Quello che ci preme oggi, apertamente, è rappresentare una ponderata e attenta riflessione generale - conclude Stefano Bianco - al fine di guardare in faccia la realtà e di smuovere le coscienze di chi occupa ruoli apicali, così da avviare quanto prima una discussione costruttiva e inaugurare un nuovo più disteso e positivo clima all’interno della Questura di Treviso”.

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