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Martedì, 21 Maggio 2024
Cronaca Centro / Via Roma

Rapina un minorenne in città, domiciliari e braccialetto elettronico per il capo dei bulli

L'episodio è avvenuto nel giugno scorso nella zona di via Roma a Treviso. L'indagine della squadra mobile ha portato a identificare e arrestare un 19enne. Ora è caccia ai suoi complici, altri tre ragazzi che componevano il gruppetto

Ha rapinato per ben due volte nell'arco di un'ora uno studente trevigiano di 16 anni. E’ stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, con l’ausilio del dispositivo del braccialetto elettronico, un 19enne, residente in un Comune dell'hinterland di Treviso che si è reso protagonista di questo episodio. Il giovane, nato in Italia da genitori stranieri, ha agito in compagnia di tre ragazzi suoi complici: non aveva precedenti penale alle spalle, si arrangia con piccoli lavori e vive a casa con mamma e papà. E' considerato il capo di questa piccola gang, tra quelle che si aggirano solitamente nel centro di Treviso il sabato pomeriggio.

L'indagine è stata condotta dagli investigatori della squadra mobile di Treviso, coordinati dalla dirigente Immacolata Benvenuto. In base a quanto ricostruito dalla polizia il 19enne e i suoi sodali hanno accerchiato la loro vittima predestinata, uno studente 16enne, nella zona di piazza Vittoria. Il 19enne, sotto lo sguardo compiaciuto dei suoi complici, ha afferrato per il braccio e poi per il collo il ragazzo, strappandogli la catenina dal collo. A distanza di circa un’ora, mentre lo studente si trovava nei pressi del passaggio pedonale dell’autostazione, il 19enne, con l’aiuto dei suoi complici, ha spinto e ha costretto con la forza il minore all’interno del tunnel pedonale e, dopo averlo accerchiato con gli altri tre ragazzi, gli ha dato un violento schiaffo al volto, gli ha sottratto 100 euro che aveva nel portafogli, oltre all’orologio, gli occhiali da sole e dei braccialetti.

Il fatto di violenza è stato denunciato dai genitori del minorenne: da qui l’avvio dell’indagine. A distanza di circa un mese, il 19enne poi identificato, ha addirittura riavvicinato il minore minacciandolo e intimandogli di ritirare la denuncia, impedendogli di chiedere soccorso al 113, ha reso evidente in quel modo, ancora una volta, la sua indole violenta. Il quadro indiziario grave e preciso elaborato dalla squadra mobile è stato avallato dall’Autorità giudiziaria che ha emesso il significativo provvedimento cautelare degli arresti domiciliari, con l’ulteriore controllo del dispositivo del braccialetto elettronico. Certamente la decisione del tribunale di Treviso è quello di dare un segnale forte in vista del prossimo autunno.

Sicurezza in città, De Nardi: «Escalation continua»

«Ancora insicurezza? Purtroppo si, i trevigiani assistono a una continua escalation di varie forme di provocazione, violenza, disagi e conseguenti preoccupazioni. Le risposte e le reazioni che arrivano dalla politica non danno risultati, anzi, sembrano benzina gettata sul fuoco. Possibile che non se ne rendano conto? Si, purtroppo è possibile. Il mantra è sempre lo stesso, sempre e solo punizioni: presidio armato, Daspo, carcere e via cantando. Sinora tutto inutile, se non deleterio». A parlare è Giorgio De Nardi, consigliere comunale trevigiano che torna ad attaccare l'amministrazione Conte sul tema della sicurezza, tema sempre caldo del dibattito politico in città.

«Non si vuole comprendere che il tema (in)sicurezza riguarda più la qualità della vita sociale offerta dalle nostre comunità che la pressione su ordine e disciplina che si può imporre con la forza» continua De Nardi «Se la nostra pubblica amministrazione non si impegna davvero a sviluppare delle alternative sensate a questo gioco estremo della "vita di strada" amplificato dai social, finiremo come le città americane, con un crescendo continuo di armi e polizia da un lato e di aggressività, delinquenza e violenze dall'altra. Con i trevigiani in mezzo a farne le spese».

«La politica non ha ancora capito che la "casa" con oratori, spazi ludici e impianti sportivi che veniva offerta dalle parrocchie a tutti i cittadini è sempre meno in grado di svolgere il suo ruolo e non è stata compensata da strutture e servizi sociali civici in grado di coprire il bisogno di senso individuale e collettivo dei nostri ragazzi» conclude il consigliere di opposizione «Lì va puntata la strategia di sviluppo dell'azione amministrativa trevigiana. Al momento purtroppo però non se ne riscontra alcuna traccia concreta. Ci si ferma a facili slogan puramente comunicativi poi disattesi nella pratica, e alle volanti facilmente aggirate e sbeffeggiate da torme crescenti di personaggi ai margini della società stimolati dalla sfida con lo Stato».

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