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Domenica, 26 Maggio 2024

Tabaccaio rapinato e spintonato: «Ha tentato di difendere il suo lavoro»

Pierantonio Fanton, cugino di Stefano, titolare dell'attività di viale Monfenera presa di mira da due banditi, interviene e fa scudo al parente. La solidarietà di Conte: «Vicinanza e solidarietà alle forze dell'ordine». L'indagine dei carabinieri: nelle telecamere di videosorveglianza la verità

«Non ha aggredito o pestato lui questi due delinquenti, ha solo cercato di difendere il suo, quello che è suo e basta. Diciamo che è una cosa istintiva, uno cerca di salvare il proprio, è il suo lavoro, è il pane per la sua famiglia quindi quello che poteva fare per difendersi o per recuperare. Penso sia una cosa normale». Pierantonio Fanton, ex presidente di Ater ed ex consigliere comunale, fa da scudo al cugino Stefano, 58 anni, rimasto vittima mercoledì pomeriggio di una violenta rapina all'interno della sua tabaccheria, all'incrocio tra viale Monfenera e viale della Repubblica: due banditi, con il viso travisato da caschi integrali, lo hanno minacciato con un coltello e derubato di 500 euro che teneva in cassa. Il negoziante, nel tentativo di bloccare uno dei banditi, è caduto rovinosamente a terra e ha riportato una contusione alla testa, un paio di costole incrinate e una botta ad una mano, rimasta gonfia. Oggi, 11 aprile, la tabaccheria era chiusa: potrà riaprire solo tra qualche giorno. I carabinieri stanno proseguendo nelle indagini del caso, acquisendo le telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. I rapinatori, un adulto e un giovane (avrebbero parlato con inflessione tipicamente veneta), in sella ad una moto, si sono dileguati in direzione della circonvallazione cittadina.

«Non ho parlato direttamente con lui ma con la moglie, mi ha detto che sta bene, ha qualche botta ma sostanzialmente sta bene, deve fare, anche su disposizione dei medici, qualche giorno di riposo e star tranquillo» ha riferito Pierantonio Fanton, intervenuto in tabaccheria qualche minuto dopo il colpo «Ora lui e la sua famiglia vogliono dimenticare al più presto questo brutto episodio, non posso dire altro. Ora lui è molto scosso perchè una cosa del genere è dura da sopportare purtroppo, è una cosa molto molto grave. Lui ha bisogno solamente di riposare e di ristabilirsi per le botte che ha preso».

Stefano Fanton non aveva mai subito nessun tipo di rapine negli anni scorsi, il cugino ha raccontato di qualche lite con alcuni clienti ma nessuno si poteva immaginare un episodio di questa gravità. «Questo lavoro per lui è una missione, fa anche orario continuato: è sempre li» continua Pierantonio Fanton «lui vede la tabaccheria come un servizio pubblico, per dare un servizio alla gente. E' una persona fantastica, quando lo vedrò lo abbraccerò e gli dirò di stare tranquillo e dimenticare».

L'intervento delle forze dell'ordine alla tabaccheria

Fanton non nutre grande fiducia nell'eventuale punizione che sarà inflitta agli autori. «Speriamo che prendano e facciano pagare questi delinquenti ma su questo, visto cosa succede in giro, gente che ruba, gente che pesta gente» ammette amaro «due giorni di galera e poi li mettono fuori liberi, questa è una cosa che a livello nazionale deve cambiare. In Italia purtroppo non si può andare avanti così, non c'è pena e questi son liberi di fare quello che vogliono, ci vuole un deterrente, un carcere più duro. E' il pensiero comune di tutto e se qualcuno reagisce poi paga e viene incarcerato».

«Sono molto dispiaciuto, ogni volta che succede un episodio di violenza, ancor di più con queste caratteristiche che sono quelle di una rapina» le parole del sindaco Mario Conte «io porterò anche fisicamente la vicinanza dell'amministrazione. Spero vengano rintracciati i responsabili e che vengano poi giustamente condannati per quelle che sono le loro responsabilità. Noi non vogliamo abituarci a questo tipo di episodi: ho parlato con le forze dell'ordine che stanno facendo un lavoro straordinario, ricordo che viviamo in una delle città più sicure a livello nazionale ma questo non deve mai farci abbassare la guardia. Episodi come questi vanno condannati e lavorare affinchè i responsabili vengano garantiti alla loro pena».

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