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Cronaca

Rapinatori rimessi in libertà, il tribunale di Venezia potrebbe emettere una nuova misura

Gary Peruzzetto di Conegliano e Ivano Pin di Vittorio Veneto sono usciti dal carcere a causa di un vizio procedurale: il loro fascicolo d'indagine non è più arrivato al Gip del tribunale lagumare. Ma i giudici hanno la facoltà di rifare il nuovo provvedimento restrittivo

Gary Peruzzetto e Ivano Pin, i due presunti rapinatori che in meno di un mese avevano messo a segno  almeno tre rapine nelle province di Treviso, Padova e Venezia ma che a causa di un vizio procedurale sono tornati in libertà potrebbero essere raggiunti da una nuova misura cautelare del Tribunale di Venezia, competente territorialmente. Lo ha detto oggi il Procuratore della Repubblica di Treviso Marco Martani. Peruzzetto, 46enne di Conegliano, scarcerato venerdì scorso, e Pin, 56enne di Vittorio Veneto, che invece ha riguadagnato la libertà il giorno dopo, erano usciti dal penitenziario dal momento che l'ordinanza per il rinnovo della custodia cautelare in carcere non è arrivata negli uffici del Gip di Venezia entro i 20 giorni utili per la sua rinnovazione. 

Un vizio procedurale che ha lasciato senza parole le vittime delle tre rapine avvenute nel mese di marzo. Una terza componente della "banda", una donna 37enne che sarebbe la compagna di Peruzzetto, non aveva invece ricevuto nessuna misura in quanto ritenuta dai carabinieri responsabile solo in maniera collaterale delle tre rapine. Una volta che il fascicolo di indagine sarà nelle mani del Gip di Venezia è però possibile che nei confronti dei due venga emessa una nuova misura cautelare, anche se il giudice, chiamato a fare delle "autonome" considerazioni sulla base dell'inchiesta, non è detto accolga una ipotetica richiesta di reclusione.

«Sui tempi di trasmissione del fascicolo - ha detto il capo della Procura trevigiana Martani - hanno influito certamente dei problemi di organico del nostro ufficio dovuti a malattia ma anche la lentezza delle poste, che ci hanno messo del tempo a far recapitare "L'assicurata", anche se va detto che si era a cavallo del periodo di Pasqua». Del caso si era occupato anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che nei giorni scorsi aveva parlato delle responsabilità che pesano sulla «mancanza di risorse a disposizione della Giustizia italiana. A Treviso, Venezia e in molte altre città del Veneto mancano le strutture minime in termini di cancellieri e segretari, indispensabili per far funzionare la Giustizia. Il loro ruolo è assimilabile a quello di infermieri e caposala negli ospedali: i magistrati possono essere i più bravi del mondo ma senza un'assistenza tecnica e strumentale adeguata questi incidenti possono accadere».

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