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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca

Reddito di cittadinanza ottenuto con documenti falsi, due denunciate

Si tratta di due sorelle rom di 30 e 34 anni, entrambe residenti nel quartiere di San Liberale a Treviso. Il danno erariale accertato nel corso delle indagini della squadra mobile ammonta a circa 45mila euro

Presentando documenti con dichiarazioni false erano riuscite ad ottenere il reddito di cittadinanza, senza averne nessun diritto e i requisiti previsti. A smascherare due sorelle rom di 30 e 34 anni, residenti nel quartiere di San Liberale a Treviso, sono stati gli investigatori della squadra mobile di Treviso che da tempo indagavano sul loro conto.

L’indagine è partita da un controllo che è stato effettuato da alcuni poliziotti della squadra mobile presso un’abitazione di Treviso. Nell’occasione, hanno notato delle persone presenti all’interno dell’appartamento che però non risultavano residenti. Sono cominciati così i primi accertamenti, non semplici, su ciascun nucleo familiare, su ogni singola residenza, sulla frequentazione agli istituti scolastici dei figli che ha comportato l’analisi di ogni singolo documento che era stato presentato per ottenere il reddito di cittadinanza. Incrociando le informazioni acquisite dagli investigatori con la documentazione messa a disposizione dalla direzione provinciale Inps di Treviso, che ha partecipato all'indagine, si è accertata la falsità e l’alterazione dei diversi atti o documenti posti presentati per ottenere il reddito di cittadinanza. Il danno causato all’erario è stato di circa 45.000 euro.

L’operazione di polizia giudiziaria portata a termine nei giorni scorsi ha portato a denunciare le due pregiudicate, che ora rischiano fino a sei anni di reclusione. Inoltre è stata immediatamente avviata la procedura per la revoca del sussidio ed il recupero somme di denaro indebitamente percepite. La tempestiva interruzione delle erogazioni in corso sollecitata da questa squadra mobile ed effettuata tempestivamente dall’Inps, ha quindi evitato un ulteriore danno per l’erario stimabile in circa 30 mila euro, somma verosimilmente destinata ad aumentare in via esponenziale, attesa la possibilità di chiedere il rinnovo del sussidio.

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