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Venerdì, 12 Aprile 2024
Cronaca

Rapinatori scarcerati, pronta una relazione al ministro della Giustizia

Il Procuratore di Treviso Marco Martani si accinge a descrivere al Guardasigilli tutti i passaggi dell'inceppo burocratico che ha portato alla liberazione di Gary Peruzzetto e Ivano Pin, i due presunti rapinatori che in meno di un mese avevano messo a segno almeno tre rapine nelle province di Treviso, Padova e Venezia

«Tutti i passaggi saranno spiegati in una relazione che invierò alla Procura generale di Venezia e al ministro Carlo Nordio». Lo ha detto oggi, 26 aprile, il Procuratore capo di Treviso Marco Martani relativamente al caso di Gary Peruzzetto e Ivano Pin, i due presunti rapinatori che in meno di un mese avevano messo a segno almeno tre rapine nelle province di Treviso, Padova e Venezia ma che a causa di un vizio procedurale sono tornati in libertà. I due erano erano usciti dal penitenziario dal momento che l'ordinanza per il rinnovo della custodia cautelare in carcere non è arrivata negli uffici del Gip di Venezia entro i 20 giorni utili per la sua rinnovazione.

«Una tempesta perfetta»: così Martani ha definito il "caos" burocratico che aveva portato alla scarcerazione dei due. Un combinato disposto di assenza per malattia del funzionario di polizia giudiziaria che avrebbe dovuto occuparsi del fascicolo e di ritardi delle poste, favoriti anche dalla coincidenza con il periodo pasquale.

«Purtroppo - spiega il Procuratore - non esiste la possibilità di trasmissione per via telematica di atti come questi. L'utilizzo del Tiap (il Trattamento Informatico Atti Processuali, un applicativo sviluppato dal Ministero della Giustizia per la gestione informatica del fascicolo con possibilità di integrare i contenuti nelle varie fasi processuali con atti, documenti e supporti multimediali) è in via di definizione ma per ora dobbiamo affidarci alla trasmissione materiale e cartacea dei documenti».

Sul caso era intervenuto anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che nei giorni scorsi aveva parlato delle responsabilità che pesano sulla «mancanza di risorse a disposizione della Giustizia italiana. A Treviso, Venezia e in molte altre città del Veneto mancano le strutture minime in termini di cancellieri e segretari, indispensabili per far funzionare la Giustizia. Il loro ruolo è assimilabile a quello di infermieri e caposala negli ospedali: i magistrati possono essere i più bravi del mondo ma senza un'assistenza tecnica e strumentale adeguata questi incidenti possono accadere».

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