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Martedì, 9 Agosto 2022
Cronaca

Truffe Veneto Banca, presentate 50 pagine di relazione dei pubblici ministeri

Oggi, 1 luglio, l'udienza preliminare è stata dedicata alle repliche dell'accusa. Sul banco degli accusati siedono Vincenzo Consoli (difeso dall'avvocato Ermenegildo Costabile),  amministratore delegato e direttore generale di Veneto Banca, Giuseppe Cais, che era stato il responsabile della pianificazione di Veneto Banca (difeso dall'avvocato Giuseppe Pugliese), Andrea Zanatta, ex funzionario preposto tra l'altro alla determinazione del prezzo delle azioni (difeso dall'avvocato Boris Cagnin), Mosè Faggiani, che della ex popolare fu condirettore generale e responsabile area commerciale (difeso dall'avvocato Massimiliano Asdrubali)  e Renato Merlo, responsabile della “Direzione centrale Pianificazione - Controllo di Veneto Banca (difeso dall'avvocato Alberto Mascotto). I cinque avrebbero pianificato il collocamento dei titoli a prezzi che, secondo la stime della Procura, sarebbero stati gonfiati anche del 70%.

Una memoria tecnica di 50 pagine con cui i pubblici ministeri Massimo De Bortoli e Gabriella Cama hanno sostanzialemente detto quello che già avevano argomentato in sede di requisitoria: i cinque imputati vanno mandati a processo.

Si è conclusa così oggi, 1 luglio, l'udienza dedicata alla repliche della Procura sui fatti relativi alla truffe che sarebbero state perpetrate dai vertici di Veneto Banca ai danni dei risparmiatori. Il procedimento vede sul banco degli accusati Vincenzo Consoli (difeso dall'avvocato Ermenegildo Costabile),  amministratore delegato e direttore generale di Veneto Banca che rischia il rinvio a giudizio per associazione a deliquere finalizzata alla truffa in merito alla vendita, avvenuta tra il 2012 e il 2015, delle azioni della ex popolare, così come Giuseppe Cais, che era stato il responsabile della pianificazione di Veneto Banca (difeso dall'avvocato Giuseppe Pugliese), Andrea Zanatta, ex funzionario preposto tra l'altro alla determinazione del prezzo delle azioni (difeso dall'avvocato Boris Cagnin), Mosè Faggiani, che della ex popolare fu condirettore generale e responsabile area commerciale (difeso dall'avvocato Massimiliano Asdrubali)  e Renato Merlo, responsabile della “Direzione centrale Pianificazione - Controllo di Veneto Banca (difeso dall'avvocato Alberto Mascotto). I cinque avrebbero pianificato il collocamento dei titoli a prezzi che, secondo la stime della Procura, sarebbero stati gonfiati anche del 70%.

De Bortoli, che ha illustrato la nota tecnica, ha affermato che «già nel 2014, al tempo dell'aumento di capitale, gli imputati avrebbero declinato l'invito a mettere soldi nella banca, segno che probabilmente sapevano che i titoli non valevano quanto era dichiarato». Non una parola è stata spesa dai pm sulla data di consumazione delle truffe, da cui dipende anche la prescrizione del reato. Si riprende il 15 luglio con le controrepliche delle difese e il probabile pronunciamento del gup Piera De Stefani sul rinvio a giudizio. 

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