Cronaca

School bonus, manifestazione della Rete degli Studenti medi a Treviso

"Un provvedimento -sottolineano gli studenti- che va esclusivamente ad aumentare le disparità già presenti tra le scuole italiane"

TREVISO Martedì mattina, davanti a porta Santi Quaranta e al liceo Canova, sit in della Rete degli Studenti che ha manifestato la sua contrarietà allo #SchoolBonus. "Un provvedimento - sottolineano gli studenti - che va esclusivamente ad aumentare le disparità già presenti tra le scuole italiane, oltre ad influenzare fortemente i percorsi di alternanza scuola-lavoro in modo tale da accontentare i maggiori elargitori di "donazioni". Lo School Bonus non serve ad aiutare la scuola pubblica, ciò che serve realmente è un maggiore investimento nel diritto allo studio e nell'edilizia scolastica".

E’ ormai infatti tutto pronto per dare il via allo School Bonus. Si tratta di un provvedimento che permetterà ai privati di finanziare quasi del tutto direttamente le scuole italiane, statali e paritarie; originariamente inserito nel ddl “Buona Scuola”, successivamente modificato a seguito del parere della commissione Finanze al senato. Le specifiche della manovra sono state reinserite nei binari originali da un emendamento della legge di Stabilità del 2017 prevedendo che il 90% dell’erogazione liberale venga destinato direttamente alla singola scuola e che solo il 10% vada ad un fondo nazionale di redistribuzione e mantendendo il credito d’imposta al 65% per il primo anno e al 50% per il secondo. Giammarco Manfreda, Coordinatore Nazionale della Rete degli Studenti Medi, dichiara: ”Siamo estremamente convinti che l’istruzione, in primis quella pubblica, sia il primo motore di una società sana. Pensiamo che sia inaccettabile delegare il funzionamento delle strutture scolastiche ad enti privati che, così facendo, si sostituiscono ad uno dei ruoli fondamentali dello stato: garantire un’istruzione di qualità per tutti. Le perplessità che avanziamo sono dovute a preoccupanti storture che potrebbero generarsi con l’ingresso facilitato di capitali privati nella scuola pubblica".

"Il rischio maggiore - dichiarano i membri del movimento trevigiano - è quello di creare una situazione in cui scuole che dimostrano un’eccellenza possano attrarre il maggior numero di sovvenzionamenti mentre le strutture che vivono già ora una condizione di estrema difficoltà vengono lasciate ancora più indietro, creando cosi una situazione di disparità che a lungo andare diventerebbe incolmabile. Continuai ragazzi di Rete degli Studenti: L'unico modo per evitare che si vengano a creare scuole di serie A e scuole di serie B è che il Governo italiano scelga di investire seriamente in materia di diritto allo studio, facendo sì che sia lo stato il primo garante dei servizi fondamentali".

"La scuola italiana versa tuttora in una condizione estremamente difficile e permettere ai privati di incidere così pesantemente nel futuro dell’istruzione non è la risposta ai nostri problemi, anzi.  Per questo abbiamo deciso di mobilitarci sin dal primo giorno del rientro a scuola, il 9 gennaio, per esprimere la nostre contrarietà ma anche per chiedere un modello di scuola alternativo, che sia garante di uguaglianza e che sia in grado di offrire una formazione valida ad ogni studente.Chiediamo che si faccia un grosso passo indietro su questo provvedimento, vogliamo che si concretizzino le parole dette alla caduta del governo Renzi e speriamo che la nuova Ministra dell’Istruzione colga l’occasione di poter definire una cesura con chi l’ha preceduta. Non possiamo più accettare che simili provvedimenti vengano presi senza un confronto con le organizzazioni studentesche".

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