rotate-mobile
Mercoledì, 17 Aprile 2024
Cronaca

Rinviata l'udienza per l'estradizione dello stalker romano, i giudici chiedono garanzia sulle condizioni carcerarie

Daniel Ionut Neculae è agli arresti dal 29 marzo scorso, in esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso dalle autorità di Bucarest. A Treviso è stato indagato per stalking, minacce, danneggiamento e incendio doloro nei confronti di una donna 32enne, residente nel capoluogo e sua connazionale

E' stata rinviata per la terza volta, questa volta all'11 maggio prossimo, l'udienza in cui, di fronte alla Corte d'Appello di Venezia, si deve decidere riguardo alla richiesta di estradizione di Daniel Ionut Neculae, il 37enne pompiere romeno arrestato lo scorso 29 marzo in esecuzione di un mandato di arresto europeo delle autorità di Bucarest. Nel suo paese d'origine l'uomo, indagato dalla Procura di Treviso per stalking e danneggiamento, oltre che incendio doloso ai danni di una compatriota con cui avrebbe avuto una relazione sentimentale, deve scontare oltre 10 anni di carcere per reati che vanno dal furto aggravato al favoreggiamento della prostituzione fino al sequestro di persona. I giudici veneziani hanno emesso una ordinanza con cui chiedono alle autorità romene le eventuali condizioni dei penitenziari del paese balcanico oltre ad una copia della condanna in Romania.

Daniel Ionut Neculae (difeso dall'avvocato Giovanna De Rosa), che nel corso dell'udienza di oggi ha costretto ad una sospensione di circa un'ora in quanto non era in grado di decidere se opporsi o meno alla richiesta di estradizione, era finito nei guai con la giustizia italiana accusato da una barista 32enne di atti persecutori, tra cui l'incendio dell'auto. «Era lei che mi provocava, con messaggi e telefonate trappola. Ma io non ho fatto nulla» aveva detto Neculae nel corso dell'interrogatorio di garanzia in cui aveva esplicitamente negato il rogo della vettura, avvenuta sotto casa della donna in via Zenson di Piave nel centro di Treviso.

Per l'ex pompiere, alla luce di quella che sarà la decisione della Corte d'Appello, si apre un ventaglio di possibilità: può scontare 10 anni in Romania come rimanere in Italia per affrontare il processo per i fatti di cui si sarebbe reso responsabile. Nel primo caso, alla luce della normativa sul "giusto processo", potrebbe ritornare in Italia per essere presente nel procedimento. Oppure finire la condanna in Romania e poi essere soggetto ad un altro mandato di arresto europeo nel caso in cui il processo per gli atti persecutori dovesse concludersi (in sue assenza, ma lo dovrebbe comunicare ufficialmente) con una condanna definitiva.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Rinviata l'udienza per l'estradizione dello stalker romano, i giudici chiedono garanzia sulle condizioni carcerarie

TrevisoToday è in caricamento