Riti vodoo contro l'ex marito, malocchio per vendicare il divorzio

«Mi vuole male, credo speri della mia morte»: ha raccontato l'uomo, un 40enne residente nell'hinterland del capoluogo, all'avvocato a cui ha chiesto di sporgere denuncia

La celebre scena di Lino Banfi impegnato a contrastare il malocchio

Candele, immagini di santi, spilli e delle bambolette di stoffa con sopra incollate fotografie di una persona: l'ex marito. Che ha trovato il kit completo per pratiche vodoo sul letto che prima della separazione aveva condiviso per quasi 10 anni con la donna che, dopo denunce e diffide attraverso gli avvocati, avrebbe deciso di muovergli guerra ricorrendo all'arma definitiva: la magia nera. «Mi vuole male, credo speri della mia morte»: ha raccontato l'uomo, un 40enne residente nell'hinterland del capoluogo, all'avvocato a cui ha chiesto di sporgere denuncia. Querela regolarmente arrivata in Procura dove adesso gli inquirenti devono però rispondere ad una domanda per nulla facile: che reato è ricorrere agli incantesimi e al malocchio per "fargliela" pagare all'ex?

La storia è quella di due affermati professionisti il cui matrimonio, un paio di anni fa, entra in crisi. Entrambi sono in carriera, hanno successo nel lavoro ma soprattutto viaggiano molto, soprattutto all'estero. La coppia, che praticamente passa pochissimo insieme nella casa della prima periferia di Treviso, attribuisce i propri problemi al fatto di stare troppo a lungo separata. E così quando lui viene chiamato, sempre per lavoro, ad un lungo soggiorno in Cina la donna, anche lei 40enne, decide di prendersi una pausa dal lavoro e di seguirlo per stare con lui almeno qualche mese.

Ma che fosse la distanza ad aver spuntato le frecce di cupido era solo una illusione: quella relazione trascinata sarebbe anzi finita prima se i due avessero convissuto come una famiglia normale tanto che i problemi portano lei a decidere di tornare in Italia dopo poche settimane e andare a vivere dai genitori. Di lì a poco tempo la decisione di separarsi. E inizia la guerra legale. La 40enne ottiene dal giudice che l'ex consorte, che guadagna molto di più, le paghi un assegno di mantenimento per garantirle "un tenore di vita" che sia commisurato a quello che aveva durante il matrimonio. Ma sulla casa, che è di proprietà dell'ex marito, è guerra.

I due finiscono per aprire il solito conflitto senza esclusione di colpi armati di agguerriti avvocati. La donna, mentre si attende la decisione del tribunale sull'assegnazione della ex dimora coniugale (che alla fine andrà a lui) lo denuncia perché non avrebbe versato l'assegno e lui risponde con una controquerela per calunnia. «Io i soldi li ho sempre pagati e posso dimostrarlo»: sostiene infatti il 40enne. Poi il colpo di scena: un giorno i due si vedono nella casa che un tempo era il loro nido d'amore mentre la donna sistema alcune cose prima di lasciare libero l'immobile. E mentre si trova in cantina a riempire scatoloni lui entra nella camera da letto e, sopra il lettone, trova un vero e proprio corredo completo per praticare il vodoo: santini, candele, preghiere e invocazioni, spilli e alcune bambolette di stoffa con incollata sulla testa una foto del suo viso.

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«Mi vuole talmente male che si è affidata alla magia nera»: ha raccontato al suo avvocato, a cui a chiesto di presentare una denuncia. Minaccia (forse) il reato ipotizzabile, anche se la donna non ha mai minacciato direttamente l'ex marito. Il quale adesso è spaventatissimo che lei in effetti qualche potere magico lo abbia. E che i guai inizino a precipitargli addosso con un acquazzone di malocchio.

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