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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca Santa Bona / Via Santa Bona Nuova

«Vogliamo la pizza»: così è scattata la rivolta nel carcere minorile. Per tutti scattato il trasferimento

I tredici giovanissimi che si trovavano nella struttura di Santa Bona sono stati accompagnati in istituti di Campania e Puglia. A scatenare la protesta, con l'incendio di materassi, suppellettili e libri, il malumore per la qualità dei pasti. Quasi tutti i giovani sono di fede islamica e stavano osservando il Ramadan

Sono stati trasferiti nel pomeriggio di ieri, mercoledì 13 aprile, in istituti del Sud Italia, in particolare di Campania e Puglia, i giovani protagonisti della rivolta avvenuta martedì sera (e proseguita anche durante la notte e nelle ore successive) all'interno del carcere minorile di Santa Bona a Treviso. Emerge intanto che a motivare questa esplosione di violenza sarebbe stata la pretesa, negata dal personale del carcere, di poter mangiare una pizza. La maggior parte dei ragazzi sono di origini nordafricane, di fede islamica, e da qualche giorno stanno osservando il Ramadan. «E' una situazione che si trascinava già da qualche giorno -ha spiega Giovanni Vona, del sindacato di polizia Sappe- la maggior parte di loro digiuna durante il giorno e mangia dopo il tramonto: negli ultimi giorni più volte si sono lamentati della scarsa qualità del cibo. Ieri sera (martedì ndr) volevano la pizza ma per motivi organizzativi non è stato permesso». E' bastata questa scintilla a provocare l'esplosione.

Cronaca della rivolta

Undici, tra i tredici giovani detenuti presenti nel carcere minorile di Santa Bona, hanno preso i materassi presenti nelle loro celle, li hanno accatastati nell'area comune (quella utilizzata per le attività quotidiane e per consumare i pasti) dandoli alle fiamme e sbarrando il cancello d'accesso. A guidare la protesta sono stati i maggiorenni, quasi tutti nordafricani e di fede islamica, molti minori non accompagnati, arrestati nei mesi scorsi per spaccio in diverse operazioni delle forze dell'ordine, soprattutto nel padovano. Il chiasso, accompagnato dal fumo e dal bagliore del fuoco ha subito preoccupato anche alcuni dei residenti della zona che hanno temuto il peggio. Erano da poco passate le 21. Non è stato semplice per gli agenti della polizia penitenziaria, riportare la calma: uno dei poliziotti intervenuti per sedare la rivolta è stato colpito con un pugno al volto da uno dei ragazzi. L'area del carcere minorile è stata subito cinturata dalle volanti della polizia e da pattuglie dei carabinieri: dopo aver evacuato l'ala ovest, quella interessata dal rogo dei materassi, i vigili del fuoco di Treviso hanno finalmente potuto accedere alla struttura per spegnere rapidamente le fiamme. L'edificio è stato dichiarato inagibile e definito come ad alto rischio di una possibile evasione di massa.

Nella notte e durante la tarda mattinata, all'interno dell'istituto, si sono verificati altri scontri tra i detenuti e gli agenti della polizia penitenziaria, costretti ad intervenire in assetto anti-sommossa, con casco, scudo e sfollagente. Erano da poco trascorse le ore 11. "Stai giù, a terra". "Non ti girare". Sono solo alcune delle urla, coperte dal rumore degli idranti e di altre grida e lamenti che si potevano sentire distintamente fin dalla pista ciclabile di fronte all'istituto. E' scattata all'interno una sirena d'allarme e sul tetto ha preso posto anche una guardia armata di mitra che ha invitato passanti e giornalisti ad andarsene. L'andirivieni di agenti dalla porta d'ingresso, tra cui uno che ha portato all'interno un fascio di manette, ha lasciato poi lentamente spazio al silenzio e alla quiete, almeno apparente, delle ore successive.

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Il ministero invia gli ispettori

La notizia di quanto avvenuto a Treviso è nel frattempo giunta a Roma, al ministero della Giustizia, e si attendono ora provvedimenti. Oggi il direttore generale del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, Giuseppe Cacciapuoti e il commissario Saulo Patrizi, ispezioneranno l'istituto e incontreranno la direttrice, Mariavittoria Fattori. Intanto sull'episodio la Procura minorile di Venezia e quella ordinaria prenderà provvedimenti nell'arco dei prossimi giorni.

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