Santa Bona vecchia: "La pista ciclopedonale è sparita dal progetto"

Enrico Renosto (Quartieri vivi e attivi): "Per 4 anni hanno parlato di pista ciclopedonale ed ora viene cancellata! E' una sorta di polpetta propagandistica presentata in periodo a ridosso delle elezioni"

TREVISO "Più che di progetto sulla pista ciclabile bisognerebbe cambiare nome in "nuove fognature e illuminazione", la pista ciclopedonale non viene nemmeno più menzionata". Così l'ex consigliere comunale Enrico Renosto, portavoce dell'associazione Quartieri Vivi e attivi, commenta l'esito dell'assemblea pubblica organizzata dal Comune, avvenuta martedì sera al "Mazzotti".

"C'è stata una partecipazione popolare minore alla riuniune di un anno fa, circa 120 persone contro le oltre 250 dell'anno scorso, da noi all'Immacolata con il passaparola senza pubblicità istituzionale, ce n'erano quasi un centinaio -spiega Renosto- la pista ciclopedonale per cui ci siamo battutti in questi anni non è più menzionata, è sparita, ora parlano definitivamente di messa in sicurezza con illuminazione e dossi. Prevedono il rifacimento delle fogne e illuminazione conl'allargamento della strada (unico aspetto positivo) ma ahimè, con tombinamento del fossato e taglio di tutti gli alberi presenti. La sinistra, che anni fa in loco manifestava con il taglio degli alberi e contro le colate di cemento. Si prevedono otto dossi che aumenteranno il rumore al passaggio dei camion con cassoni con materiali (un autovelox posizionato in loco farebbe rallentare di molto la velocità e costerebbe di meno rendendo di più)".

"Per non procedere all'opposizione coatta di tre privati che si opponevano agli espropri cui avevano fatto seguito le lettere e peraltro comunque indennizabili -continua Renosto- si mettono seriamente in crisi le attività commerciali presenti lungo tutta di via santa bona vecchia, aumentando i rischi su tutta Treviso la parte opposta del quartiere, prevedendo un opera elefantiaca quasi interamente riguardante le fognature e i sottoservizi, rinunciando all'idea della pista ciclopedonale a sbalzo sopra il fossato e non garantendo in maniera assoluta,a detta del tecnico, la possibile esondazione all'altezza di via del galletto in occasione di precipitazioni abbondante e temporalesche (le bombe d'acqua sono sempre più frequenti). Costo dell'opera di oltre 4 milioni quando invece il progetto con espropri era di circa 3,6 milioni in due stralci che non arrecavano enormi disagi previsti di questo progetto. Non hanno tenuto minimante in considerazione le battaglie fatte in questi anni e le varie raccolte di firme che chiedevano la pista ciclopedonale a sbalzo senza tombinare il fosso. Per 4 anni hanno parlato di pista ciclopedonale ed ora viene cancellata! Rimaniamo coerenti con la posizione critica espressa fin d'oggi, considerando questo progetto maggiormente problematico e non esaustivo per quanto concerne la sicurezza dei ciclisti e pedoni della zona: é una sorta di polpetta propagandistica presentata in periodo a ridosso delle elezioni che disattende le richieste di centinaia di famiglie che avevano manifestato e sottoscritto varie proteste. A breve, dopo un giro di telefonate arrivate assieme a sms di persone seriamente incazzate e preoccupate, sarà convocata una riunione di emergenza per alzare maggiormente il tiro della protesta con azioni popolari e iniziative da decidere con chi coerentemente deciderà di proseguire la battaglia fin qui fatta,senza cadere in lusinghe di amministratori che fino ad oggi hanno preferito dare la precedenza ad altri interessi di zone più centrali e solo adesso vengano a battere casse nei quartieri! Sabato 24 saremo presenti con un gazebo in via santa bona nuova all'altezza di Largo Varetton per raccogliere firme contro questo pregetto e nuove adesioni per il progetto "sonni tranquilli"e sottoscrizioni per l'idea di autonomia dei quartieri presentata alla scorsa assemblea pubblica".

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