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Cronaca

Scandalo delle case popolari, l'inchiesta si allarga

Sono tre i nomi di altrettanti "colletti bianchi" dipendenti del Comune di Treviso recentemente iscritti nell'indagine sulle assegnazioni di abitazioni in emergenza popolare. Fra di loro spicca quello di Roberto Bonaventura, 54 anni di Paese, dirigente del settore Urbanistica, Sportello Unico e verde urbano

Spuntano altri dipendenti di Ca' Sugana nella lunga lista (oltre 30 persone) di indagati per le assegnazioni della case popolari del Comune date attraverso la corsia dell'assegnazione in emergenza abitativa. Nello carte dello scandalo, scoppiato lo scorso giugno, figurano anche due "colletti bianchi" del Comune di Treviso. Tra di loro i nomi del dirigente del settore Urbanistica, Sportello Unico e verde urbano di Ca' Sugana, Roberto Bonaventura, 54 anni di Paese, e il suo braccio destro Sebastiano Ladillo, 45 anni di Treviso, che ha la posizione organizzativa nello stesso settore. Tutti sono stati indagati con l'accusa di corruzione in concorso.

L'inchiesta in corso, per la quale il pubblico ministero  Gabriella Cama avrebbe chiesto nei giorni scorsi la proproga, sarebbe una costola dell'indagine "madre" che, nelle ipotesi della Procura, avrebbe alzato il velo su un giro di assegnazioni di abitazioni col trucco che avrebbe al suo vertice Stefano Pivato, dirigente del Servizio Casa, chiamato a gestire un patrimonio immobiliare di edilizia pubblica composto da oltre settecento alloggi popolari.

A fare da "intermediari" fra il Comune e le famiglie, nella maggior parte nuclei rom, sarebbe esistita una rete di "intermediari", fra cui comparirebbero i nomi di Silvana Hudorovic, 50enne di Treviso, Mirka Bogdan, 31 anni e Tommaso Levacovic, 51 anni, entrambi residenti nel  capoluogo, e Simone Garbin, giostraio 38enne, anche lui di Treviso. Nell'indagine sarebbe coinvolto anche Enrico Renosto, ex consigliere comunale e capogruppo del Polo delle Libertà. Per loro i reati ipotizzati vanno dall'abuso d'ufficio alla corruzione.

Il sindaco di Treviso Mario Conte non ha voluto commentare la notizia dei tre nuovi indagati, affidando la sua presa di posizione ad una nota. «In merito alle notizie di stampa circa le indagini che riguarderebbero dirigenti e funzionari del settore Urbanistica e Sportello Unico nell’ambito dell’inchiesta riguardante l’edilizia residenziale pubblica - spiega il primo cittadino - l’Amministrazione ribadisce la massima collaborazione con le Autorità inquirenti e altresì la fiducia sull’operato dei dipendenti del Comune di Treviso. Da parte mia e di tutta l’Amministrazione comunale ci sono la massima stima e la fiducia nei confronti della Magistratura e l’auspicio che le indagini facciano presto chiarezza».   

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