Cronaca

Sciopero dei metalmeccanici, i sindacati: “Basta morire sul lavoro”

Mercoledì 21 settembre, un’ora di astensione a fine turno in tutta la Marca. I segretari generali di Fiom, Fim e Uilm: “Il diritto alla vita di un lavoratore è un bene assoluto che nessuno può cancellare”

TREVISO Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil trevigiane, aderendo alla mobilitazione nazionale, proclamano per mercoledì 21 settembre un'ora di sciopero a fine turno. Giovedì la tragedia di Piacenza in un'azienda di logistica, sabato, a distanza di pochi giorni una dall'altra, la morte di un lavoratore all'Ilva di Taranto e quella di un lavoratore dell'Atac, azienda dei trasporti romana. In Italia dall'inizio dell'anno 500 lavoratori sono morti mentre lavoravano. Anche in provincia di Treviso il numero degli infortuni rimane costante, segno di un problema ancora aperto rispetto alla cultura della prevenzione.

“Queste morti e gli infortuni non sono la conseguenza della fatalità ma il più delle volte della mancanza di rispetto delle imprese per le procedure e le regole di sicurezza e, più generale, dell’inadeguatezza dei sistemi di prevenzione. Troppo spesso questa è la conseguenza di comportamenti che valutano la vita e il lavoro, e le condizioni in cui si svolge, come variabili dipendenti dagli interessi dell'impresa”. Puntano il dito i segretari generali Enrico Botter (FIOM CGIL), Antonio Bianchin (FIM CISL) e Stefano Bragagnolo (UILM UIL). “In particolare, i subappalti, la precarietà e la frammentazione del lavoro peggiorano le condizioni e aumentano le pressioni sui singoli lavoratori. Solo estendendo i diritti e applicando una condivisa e diffusa cultura della sicurezza, anche attraverso un rinnovo del CCNL – concludono i segretari generali dei metalmeccanici – si potranno rendere i luoghi di lavoro più sicuri.”

Fim, Fiom, Uilm confermano il loro impegno per garantire un lavoro sicuro e con diritti e dichiarano la loro contrarietà a qualsiasi intervento che vada nel segno dell’impoverimento delle norme sulla sicurezza.

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