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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Cronaca

Carenze di organico in Procura, i lavoratori verso lo sciopero

Si è svolta oggi, 31 maggio, un'altra assemblea del personale dopo il fallimento del tavolo di conciliazione. Se non arriveranno risposte dal Ministero di Giustizia si profila l'astensione dal lavoro il prossimo autunno

Potrebbe essere un "autunno caldo" quello che attende la Procura di Treviso. Riuniti oggi, 31 maggio, in assemblea i lavoratori, nel confermare lo stato di agitazione dopo che lo scorso 24 maggio era fallito il tentativo di conciliazione al tavolo della trattativa convocato in Prefettura, hanno infatti prospettato lo sciopero, che avrebbe luogo il prossimo autunno.

«Siamo persone responsabili - ha detto Emmanuele Viviano, Rsu della Procura di Treviso - prima di proclamare l'astensione dal lavoro vogliamo percorrere tutte le strade possibili, a cominciare da un confronto costruttivo con il Ministero di Giustizia. Se però a Roma continueranno a rimanere in silenzio non ci resta altra possibilità che lo sciopero».

La situazione in Procura è particolarmente difficile: a fronte di una pianta organica di 42 unità il personale amministrativo in servizio effettivo è di appena 26 lavoratori con una scopertura reale del 38%. «Ci appelliamo - prosegue Viviano - a tutti quelli che beneficiano dell'attività che svolgono i lavoratori, dagli ordini professionali alla Camera di Commercio, affinché facciano sentire la loro voce. In caso contrario rimane come ultima possibilità l'astensione dal lavoro. Si tratta di una iniziativa che ha lo scopo di attirare i fari dell'attenzione su Treviso e sulle condizioni di lavoro. Ci auguriamo che l'interlocutore si dimostri sensibile alle esigenze di chi, onestamente, non può più farsi carico dell'enorme mole di lavoro che ha caratterizzato l'ultimo periodo».

Sulle vicenda era intervenuto, lo scorso 28 maggio, anche Luca De Carlo, senatore di Fratelli d'Italia e coordinatore regionale del partito di Giorgia Meloni. «Chiedo a tutti i colleghi veneti - aveva detto - di sollecitare il Ministro della Giustizia Marta Cartabria affinché si attivi immediatamente per porre fine a questa situazione. Serve un piano di assunzioni corposo e mirato, che vada a colmare tutti i “buchi” di organico; quello di Treviso è uno dei tanti esempi di realtà sottodimensionate che popolano l'Italia, dai tribunali e procure alle forze dell'ordine, passando per i vigili del fuoco e il mondo sanitario. È necessario un cambio di passo per evitare da un lato di incrementare, fino a renderli insostenibili, i carichi di lavoro per i lavoratori e dall'altro di avere un sistema della giustizia appesantito dalle scelte (o meglio, non scelte) di chi vuole risparmiare sulla pelle di cittadini e imprese»

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