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Cronaca

Botte e minacce ai genitori, 26enne finisce in Tribunale

L'uomo, un senegalese residente a Treviso, è attualmente in carcere a Santa Bona, accusato di tentato omicidio. Nel luglio del 2021 aveva infatti gettato dell'olio bollente addosso a un connazionale, reo di avergli consegnato una partita di cocaina di qualità scadente, colpendolo poi alla testa con la padella

Si trova in carcere a Treviso in custodia cautelare, accusato, nel luglio del 2021, di tentato omicidio per aver gettato dell'olio bollente, contenuto in una padella utilizzata per friggere delle patatine fritte, addosso ad un altro immigrato 25enne, provocandogli ustioni sul 30-50% del corpo, tra cui il viso. Poi, quando la vittima è caduta a terra l'aggressore, in preda ad una furia incontenibile, lo ha colpito in testa con la padella ancora rovente. Il motivo? Avrebbe ricevuto una partita di cocaina di qualità scadente.

S.D, un senegalese residente di 26anni, adesso è nuovamente nei guai, accusato dalla Procura di Treviso di maltrattamenti nei confronti dei genitori. Il giovane, che ha alle spalle una denuncia per resistenza e per una rissa avvenuta sempre nel quartiere San Paolo e sempre per questioni legate a stupefacenti, oltre a essere stato segnalato ai primi di luglio alla Polizia in quanto ritrovato in possesso di un oggetto atto ad offendere, si sarebbe reso responsabile dei fatti che gli vengono addebitati nel 2019 e 2020. Sarebbe dovuto comparire oggi, giovedì 10 febbraio, di fronte al giudice per l'udienza preliminare Marco Biagetti, per essere giudicato con il rito abbreviato ma non si è presentato. L'udienza è stata quindi aggiornata al 1 di marzo.

«Sei una stupida, sei solo una p...». Queste le frasi che avrebbe ripetuto alla madre di fronte ai fratelli che sono tutti minorenni. Inoltre avrebbe minacciato il padre di morte. Sfuriate condite da danneggiamenti agli arredi e ai suppellettili della casa, che si trova a Treviso. S.D. affronterà invece l'udienza preliminare per il tentato omicidio, in cui ha chiesto l'abbreviato, il prossimo 10 marzo. Il legale del senegalese, l'avvocato Mario Nordio, ha condizionato il rito alternativo a una perizia psichiatrica che dovrà determinare lo stato di salute mentale del 26enne.

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