Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca Monigo

Sparatoria a Monigo, dubbi sulla capacità di intendere del 74enne

Depositate le motivazioni della sentenza di non luogo a procedere nel processo al 74enne che, il 21 maggio del 2020, ha centrato il vicino Raffaele Petricciuolo con una fucilata per una banale discussione su una siepe che andava sistemata. Per l'uomo, che non era in grado di stare a processo a causa di una forma di demenza, vi è la possibilità che, al momento dei fatti, fosse perfettamente in grado di valutare le proprie azioni

Era incapace di stare a processo per «la patologia da cui è affetto» ma non è «acclarato se l'imputato versava o meno in stato di infermità di mente tale da escludere o scemare grandemente la sua capacità di intendere e volere» al momento di commettere il fatto.

Questo scrive il giudice per l'udienza preliminare Gianluigi Zulian nelle motivazioni della sentenza di non luogo a procedere nei confronti dell'anziano 74enne di Monigo che, il 21 maggio del 2020, ha centrato il vicino Raffaele Petricciuolo con una fucilata per una banale discussione su una siepe che andava sistemata. La vittima, aveva riportato una profonda ferita al collo. Per l'uomo la Procura di Treviso chiese il giudizio immediato con l'accusa di tentato omicidio

Il consulente che ha redatto la perizia psichiatrica sul 74enne, affetto da demenza senile, scrive che «non è neppure acclarato se il fatto addebitato all'imputato era o meno in relazione di nesso casuale con il disturbo» che sarebbe consistito in un «decadimento mentale demenziale misto fronto-temporale...che comporta compromissione soprattutto del comportamento e delle funzioni  psichiche superiori e anche di quelle cognitive». Il gup conclude dicendo che non si può qualificare il gesto di sparare come «sintomo di malattia».

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