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Cronaca

Disordini dopo Spinea-Treviso, daspo per nove ultras biancocelesti

L'episodio risale alla trasferta del 9 febbraio quando alcuni "tifosi" devastarono i bagni dello stadio Allende e si scontrarono con le forze dell'ordine. Sanzionati anche cinque sostenitori veneziani. Intanto la squadra potrebbe festeggiare domani, 16 aprile, la promozione in serie D nella trasferta di San Polo di Piave

Scambi di insulti reciproci, lanci di cassonetti, bagni devastati e scontri con le forze dell'ordine. Un clima da guerriglia quello che si è creato al termine della gara, dello scorso 9 aprile, Spinea-Treviso, gara del campionato di Eccellenza. Per questi fatti 14 ultras, su decisione del questore di Venezia Maurizio Masciopinto e indicazione degli agenti della Digos, sono stati sanzionati con il Daspo: nove per i trevigiani (divieti di accedere allo stadio da uno a tre anni) e cinque per i veneziani (tutti da un anno). Di fronte all’intervento della polizia i tifosi avevano anche lanciato dei petardi contro gli agenti intervenuti per questo, in attesa del Daspo, il  prefetto di Venezia aveva vietato in via cautelare la trasferta a San Donà dei trevigiani. A Spinea, senza il cordone di polizia che aveva separato le due tifoserie, la situazione sarebbe potuta degenerare ulteriormente. Quel giorno la tifoseria trevigiana aveva dato inizio agli scontri prima sfasciando i bagni dello stadio, poi all’interno dello stadio i trevigiani si erano mischiati ai veneziani per cercare la rissa. Al termine della partita le due tifoserie hanno cercato di nuovo lo scontro lanciando petardi contro il cordone di  agenti che cercavano di dividerli. Fondamentale per arrivare al Daspo le indagini della Digos che hanno identificato i responsabili grazie alle riprese video. Domani intanto, 16 aprile, il Treviso calcio potrebbe festeggiare la promozione in serie D: i biancocelesti sono impegnati sul campo del Lia Piave, a San Polo di Piave.

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