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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Cronaca

Perseguita la ex e le brucia l'automobile, la difesa: «Non sono stato io»

Il 36enne Daniel Ionut Neculae è atteso domani, 31 marzo, dall'interrogatorio di garanzia e l'udienza a Venezia per decidere della sua estradizione. E' stato arrestato nella prima mattinata di ieri in esecuzione di ordinanza cautelare in carcere del gip di Treviso e di un mandato di arresto europeo della Romania. In Italia è accusato di aver perseguitato per oltre un anno la sua ex fidanzata. L'uomo ha respinto tutte le accuse formulate dalla Procura

«Non sono io l'autore della persecuzione». Si difende così Daniel Ionut Neculae, il romeno 36enne finito in manette nella mattinata di ieri, 29 marzo, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere del gip di Treviso e che su mandato di cattura europeo emesso dalle autorità di Bucarest. L'uomo, accusato di aver stalkerizzato per oltre un anno una connazionale con la quale avrebbe avuto un relazione e di aver anche bruciato la sua auto in un gesto che sarebbe stato di minaccia, deve infatti scontare una condanna a otto anni in Romania per delitti contro il patrimonio. Domani, 31 marzo,  Neculae (difeso dall'avvocato Giovanna De Rosa) si presenterà di fronte al giudice per l'interrogatorio di garanzia mentre alle 13 è atteso da una udienza in Corte d'Appello per decidere dell'estradizione nel suo paese.

«E' vero - ha detto al suo difensore nel breve colloquio avuto in carcere oggi pomeriggio - ho avuto una storia d'amore con lei ma non sono io ad averla stalkerizzata. Avevamo avuto qualche screzio all'epoca in cui ci siamo lasciati ma è finita lì. Non sono io ad averla tormentata e minacciata e soprattutto non ho dato fuoco alla sua auto».

Secondo la vittima invece Neculae sarebbe l'uomo protagonista della campagna persecutoria, cominciata più o meno un anno fa, quando la donna, barista e madre di una figlia, avrebbe cominciato ad essere pedinata e minacciata dall'uomo, che le avrebbe mandato fino a 200 sms al giorno. Al culmine dello stalking, Neculae avrebbe, lo scorso 15 febbraio, dato fuoco all'automobile della 32enne, che si trovava nel parcheggio del condominio dove vive con la figlia, a poche centianaia di metri dallo stadio comunale di calcio di Treviso.

Neculae è stato sorpreso dagli agenti della Squadra Mobile alle prime luci dell'alba in un appartamento nella periferia di Treviso, ospite di una coppia di amici le cui posizioni sono ora al vaglio della Procura, che potrebbe indagarli per favoreggiamento.  

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