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Memorial day: la Questura di Treviso ricorda le vittime della strage di Capaci

La cerimonia a ricordo di tutte le vittime di terrorismo, mafia, del dovere e di ogni forma di criminalità. Il sindacato Sap: "Maggio è simbolo di memoria, simbolo di sete di verità e di giustizia"

TREVISO Oggi lunedì 23 maggio 2016 si celebra presso la Questura di Treviso, in tutta Italia, il Memorial Day 2016, la cerimonia a ricordo di tutte le vittime del terrorismo, della mafia, del dovere e di ogni forma di criminalità. "Maggio per noi servitori dello stato -sostiene il sindacato di polizia Sap- è simbolo di memoria, simbolo di sete di verità e di giustizia".

Come non ricordare le stragi del maggio di 24 anni fa a Capaci e in Via D’Amelio, dove uomini accumunati dall’onore per servire lo Stato hanno perso la vita? E maggio è stato anche il mese della morte del commissario Calabresi nel lontano 1972 e ancor prima del magistrato Pietro Scaglione nel 1971. Ma maggio non rimane un mese isolato; vittime delle associazioni malavitose sono state circa 120 uomini delle forze dell’ordine e 16 magistrati, tutti dal dopoguerra ai giorni nostri. Ma per servire lo stato non si muore solo per mano della criminalizzata organizzata. Ricordiamo tra gli altri l’ispettore Filippo Raciti. Tutti coloro che muoiono servendo lo stato hanno diritto alla nostra memoria. E la nostra memoria ha sempre più sete di verità e giustizia.

Il SAP quindi ha organizzato a livello nazionale per questo mese di maggio, il “Cammino della memoria, della verità e della giustizia”, che vede impegnati uomini e donne della Polizia di Stato in una sorta di marcia che partita il 15 maggio da Roma arriverà il 28 maggio alla grotta del Santuario di Monte Sant’Angelo (FG) laddove la statua di San Michele Arcangelo, nostro protettore, erge la spada contro il male. Il male che spesso si nasconde dietro a chi vuole debilitare lo stato e l’apparato della sicurezza, prima risposta di chi, in periodo elettorale, si rivolge ai cittadini, agli elettori tra cui noi vittime del dovere.

L’apparato della sicurezza è fondamentale per garantire il persistere di un sistema democratico sano, che unisce magistrati e forze dell’ordine nel difficile compito quotidiano. La nostra iniziativa di commemorazione delle vittime vuole essere quindi, si un gesto commemorativo, ma anche una protesta civile che, attraverso il richiamo dei valori di verità e giustizia, unisca in unico obiettivo poliziotti, magistrati e cittadini.

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