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Giovedì, 29 Febbraio 2024

Bonus 110%: trova 50mila euro nel cassetto fiscale per una ristrutturazione mai avviata

Inchiesta della Guardia di Finanza di Monza avviata dopo una denuncia presentata da una trevigiana. Le fiamme gialle hanno sequestrato crediti fiscali per un valore di oltre 4,3 milioni euro, su ordine del Gip del Tribunale, nei confronti di un’impresa della Brianza

Accedendo al suo cassetto fiscale ha scoperto un credito d'imposta di 50mila euro che risultava generato da fatture emesse da un’impresa di impiantistica elettrica per lavori di efficientamento energetico eseguiti presso un immobile di sua proprietà. Peccato che presso la sua abitazione non sia mai stato avviato nessun tipo di lavoro e quella ditta fosse del tutto sconosciuta: aveva alcuni mesi prima aveva affidato i suoi dati ad un'altra azienda ma poi la possibilità di accedere al famigerato Bonus 110% sfumò. E' da un esposto presentato da una trevigiana che i finanzieri della Compagnia di Seveso, coordinati dalla Procura della Repubblica di Monza, hanno portato alla luce, nel corso di un'indagine che è ancora in corso, quella che è probabilmente l'ennesima truffa relativia al Superbonus.

Oggi, 16 marzo, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Monza, su delega della Procura della Repubblica brianzola, hanno dato esecuzione ad un provvedimento cautelare di sequestro preventivo impeditivo di crediti fiscali per un valore di oltre 4,3 milioni euro, emesso dal Gip presso il Tribunale del capoluogo, nei confronti di un’impresa della Brianza, per presunta indebita percezione degli incentivi statali volti alla riqualificazione energetica degli edifici.

Le indagini della Guardia di Finanza

Le prime investigazioni svolte dalle Fiamme Gialle, oltre a far emergere una serie di indizi e anomalie circa il corretto assolvimento dei previsti obblighi contabili e fiscali – tra cui la mancata presentazione delle comunicazioni periodiche di liquidazione dell’I.V.A. ed il conseguente omesso versamento dell’imposta dovuta, la presenza di fatture attive documentanti operazioni commerciali annullate con emissione di corrispondenti note di credito – hanno consentito di rilevare come la società avesse improvvisamente realizzato nel 2022 un volume d’affari più che raddoppiato rispetto agli anni precedenti, grazie ad un ingente fatturato conseguito nel periodo estivo per oltre 4 milioni di euro per asseriti interventi di riqualificazione energetica eseguiti a favore di oltre 130 clienti.

Dopo gli approfondimenti d’indagine, i finanzieri hanno constatato la presenza, nel “cassetto fiscale” dell’impresa, di crediti d’imposta accettati per circa 4,3 milioni di euro, in ordine ai quali è stata ravvisata l’esigenza di acclarare l’effettività degli interventi edilizi ammessi all’incentivazione prevista dal Decreto Rilancio, al fine di scongiurare la possibilità che i crediti superbonus 110% vantati possano essere monetizzati con cessione agli istituti di credito, ovvero utilizzati per indebite compensazioni dei propri debiti erariali.

Al fine di “congelare” i crediti d’imposta oggetto d’investigazione, i militari della Compagnia di Seveso hanno eseguito il provvedimento cautelare adottato dal Giudice per le Indagini Preliminari, accogliendo così la proposta avanzata dalla Procura della Repubblica di Monza, provvedendo sia al sequestro impeditivo del “cassetto fiscale” dell’impresa cessionaria sia all’effettuazione di mirate perquisizioni domiciliari utili alla raccolta di ulteriori fonti di prova.

Bonus 110%, fiamme gialle in prima linea per prevenire le frodi

"L’azione di servizio, svolta in stretta sinergia con l’Autorità Giudiziaria" si legge in un comunicato "sotto la direzione ed il coordinamento del Comando Provinciale di Monza, testimonia il costante impegno profuso dal Corpo, quale presidio della sicurezza economico-finanziaria, al fine di garantire la corretta destinazione delle importanti risorse pubbliche destinate al sostegno di famiglie e imprese in difficoltà. Per le condotte illecite al vaglio della competente A.G., sulla base del principio di presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagine sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna, a cui seguirebbe obbligatoriamente la confisca del profitto dei reati ascritti".

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