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Non versava la tassa di soggiorno al Comune, albergatore denunciato

Operazione del nucleo di polizia commerciale della polizia locale di Treviso che ha portato a far emergere un'evasione di oltre 3 mila euro. Imprenditore denunciato per peculato

TREVISO Non versava la tassa di soggiorno al Comune di Treviso, richiesta puntualmente ai propri clienti al termine di ogni permanenza nel suo hotel, intascandosene quindi il ricavato. Ad accertare tale reato (l'accusa è di peculato) è stata un'operazione del Nucleo di Polizia Commerciale e di Tutela del Consumatore della Polizia Locale di Treviso, rilevato che l'albergo posto appena fuori dalle mura cittadine, non trasferiva da oltre due anni, le imposte di soggiorno. Il proprietario in qualità di incaricato di pubblico servizio, aveva infatti l'obbligo di richiedere ad ogni ospite del proprio hotel 1,40 Euro per notte, quindi trimestralmente trasferire il ricavato all'Ufficio Tributi del Comune di Treviso.

L'attività di accertamento del Nucleo di Polizia Commerciale ha richiesto il minuzioso controllo delle numerosissime ricevute e delle rispettive dichiarazioni trimestrali emesse dall'albergatore, rilevando un'evasione di oltre 3 mila euro. Fondi pubblici dei quali l'imprenditore si sarebbe appropriato senza permettere al Comune il previsto reinvestimento a favore dello sviluppo del turismo, del recupero dei beni culturali ed ambientali del territorio trevigiano. La tassa di soggiorno è un'imposta relativamente nuova per la Città di Treviso che, rientrando nella classificazione di città d'arte, dal 2014 richiede ad ogni turista che alloggia nelle strutture ricettive secondo criteri di gradualità, un importo che varia da un minimo di 1 euro ad un massimo di 2 euro per ogni notte trascorsa nel territorio trevigiano.

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