Telecamere in Comune: in rete gli occhi elettronici di aziende, privati e forze dell'ordine

Nel 2016 grazie al sistema di videosorveglianza è stato possibile rilevare 160 incidenti tra cui un mortale, 12 omissioni di soccorso, 18 rapine risse o truffe e 50 atti vandalici

TREVISO ‘Telecamere in Comune’. E’ questo il nome del progetto che, sviluppandosi in diverse fasi, vede la collaborazione di cittadini e privati per l’utilizzo di sistemi di videosorveglianza che potranno aiutare gli agenti nel controllo del territorio. Uno strumento in grado di rispondere alle esigenze di indagine delle forze di polizia nell’ambito del più ampio progetto denominato ‘Controllo del Vicinato’ lanciato dall’amministrazione comunale e che ora, con il via libera da parte del Ministero dell’Interno e la sottoscrizione del patto per la sicurezza che avverrà il 14 luglio presso la sede della Prefettura di Treviso, compie ulteriori passi in avanti.

“Da tempo abbiamo messo in campo risorse umane e tecnologiche per incrementare la sicurezza urbana, effettuando, tra l'altro,  un monitoraggio costante di ampie aree urbane con sistemi di videosorveglianza costistenti in una piattaforma integrata di sicurezza – dichiara il vicesindaco e assessore alla sicurezza urbana del Comune di Treviso Roberto Grigoletto - Il sistema è mantenuto in costante aggiornamento: le immagini così raccolte vengono utilizzate dalle forze di polizia per ricostruire eventi delittuosi, individuarne il responsabile e perseguirne gli autori. Nonostante la partecipazione da parte del Comune anche a bandi regionali e l’arrivo di nuovi occhi elettronici a presidio del territorio comunale ad oggi il numero di telecamere presenti non copre tutto il territorio comunale e spesso la ricerca per indagini si estende alle immagini che i privati, attraverso i loro impianti registrano nei loro archivi. Per questo era necessario attivare un progetto innovativo nell’ambito di quello che chiamiamo ‘Controllo del Vicinato’ e che vede la collaborazione attiva dei cittadini e dei privati”.

Attualmente la polizia locale dispone di 125 telecamere di cui il 40 per cento in centro storico e il 60 per cento in periferia. Le tipologie delle telecamere sono le più varie: dome, fisse panoramiche, fisse lettura targa e ogni anno consentono di estrarre circa 13mila ore di dati. Alle telecamere presenti vanno aggiunte le tre centrali di controllo gestite rispettivamente da polizia locale, Carabinieri e Questura. Tutte le telecamere sono state posizionate previa approvazione Comitato Provinciale ordine e sicurezza pubblica.

Nel 2016 grazie al sistema di videosorveglianza è stato possibile rilevare e ricostruire 160 incidenti tra cui un mortale, 12 omissioni di soccorso o fughe post incidente, 18 rapine risse o truffe analizzate e risolte, 50 atti vandalici. “Nell'ambito di un progetto in continua evoluzione che vuole incidere sempre con maggiore attenzione alla safety urbana, proponendosi come volano ad iniziative di un sempre maggior coinvolgimento, passando dal ‘controllo di vicinato’ come momento di coinvolgimento attivo dei cittadini’, abbiamo avviato questa esperienza che intende dare vita a uno strumento in grado di rispondere alle esigenze di indagini delle forze di Polizia che operano sul territorio”, sottolinea il vicesindaco. 

Il progetto si sviluppa in più fasi che possono così essere sintetizzate:

Fase 1) Individuazione degli impianti di videosorveglianza di privati ( aziende ed abitazioni) presenti all'interno del Centro storico attraverso adesione volontaria: i cittadini o le aziende chiedono di essere contattati dalla Polizia Locale via mail.
        a) Informazioni di carattere tecnico ( tipologia impianto, presenza di archivio, durata delle registrazioni foto dell'area videoripresa)
        b) Informazioni sulla titolarietà dell'impianto con riferimenti utili circa la reperibilità dei dati .

Fase 2) Organizzazione dei dati in DBase, con la creazione di una subpiattaforma integrata nel sistema di gestione territoriale dei dati, che possa essere resa disponibile alle forze di Polizia, da realizzarsi con la collaborazione dei servizi informatici dell'amministrazione comunale.

Fase 3) Ampliamento del progetto ai singoli quartieri di Treviso.

Fase 4) Pubblicizzazione dei risultati, su più fasi intermedie, in relazione all'avanzamento del progetto.

“Si prevede che le prime due fasi siano completate entro l'anno in corso – dichiarano il vicecomandante della polizia locale Roberto Mazzon e il referente del progetto per la polizia locale di Treviso Aurelio Valenti - mentre la fase 3 sarà avviata e conclusa nel 2017”. I cittadini trevigiani e le aziende del territorio che possiedono sistemi di videosorveglianza privati possono mettersi in contatto con il Comando di Polizia Locale, inviando una mail contenente i riferimenti principali a tic@comune.treviso.it; verranno successivamente contattati dal personale della polizia locale per l'adesione al progetto, attraverso la stipula di una convenzione e  la raccolta dei dati relativi a ciascun impianto. Su richiesta potranno essere fornite delucidazioni o chiarimenti sulla normativa vigente in materia di videosorveglianza e privacy.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Scopre di avere un tumore, maestra d'asilo muore 5 giorni dopo

  • Trovata in casa senza vita: albergatrice trevigiana muore a 63 anni

  • Allarme rosso per il livello del Piave: ordinati gli sgomberi delle golene

  • Travolto dal suo furgone mentre lo sta caricando, muore ambulante

  • Si era dato fuoco di fronte al "Per Bacco", muore dopo cinque giorni di agonia

  • Maltempo, sui social insulti contro i veneti alluvionati: «Ben vi sta»

Torna su
TrevisoToday è in caricamento