Tennista perseguitata perchè cristiana: scappa dall'Iran e arriva a Treviso

L'atleta 29enne, professionista, ha tentato di entrare in Italia con un documento falso ma è stata fermata dalla polizia all'aeroporto "Canova" di Treviso. Condannata, ha chiesto asilo politico

TREVISO Sembrava uno dei tanti processi ad uno dei "tanti" stranieri che cercano di imbarcarsi all'aeroporto di Treviso con documenti falsi o contraffatti. Ma la 29enne iraniana arrestata mercoledì dalla Polaria al Canova mentre provava a salire su un volo diretto a Londra non è una clandestina qualunque. N.Z., queste le sue iniziali, è infatti una tennista professionista, scappata dall'Iran per sfuggire alle persecuzioni religiose come mussulmana convertitasi al cristianesimo.

L'atleta, assistita dall'avvocato Arnold Zago ha raccontato la sua storia durante l'udienza di convalida dell'arresto e il processo per direttissima, in cui è stata condannata a 4 mesi e 10 giorni di reclusione, con sospensione della pena. Ora ha chiesto protezione alle autorità italiane: la settimana prossima sarà in Questura per formulare la richiesta di permesso di soggiorno provvisorio in attesa che venga presa in esame quella di asilo politico nel nostro Paese. N.Z. è partita dall'Iran qualche settimana fa. Ha seguito la rotta dei migranti clandestini, che via terra arrivano in Europa passando per la Turchia dove le è stato dato il passaporto della Repubblica Ceca con cui ha cercato di imbarcarsi all'aeroporto di Treviso. Un documento però contraffatto in maniera molto evidente.

Novemila euro quanto lei a e una amica avrebbero pagato ai trafficanti per il viaggio e il documento, mentre il biglietto aereo sarebbe stata lei stessa ad acquistarlo una volta entrata in Italia. In Iran, dove i cristiani hanno libertà di culto, per i mussulmani che si convertono ad un'altra religione scatta un reato punibile da due anni di reclusione fino alla pena di morte.

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