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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Cronaca

Fisco e mazzette, la Cassazione annulla il processo d'Appello a Vincenzo Corrado

L'ex tenente colonello della Guardia di Finanza era accusato di traffico di influenza illecite e collusione militare. In secondo grado l'uomo aveva vista confermata la condanna a 4 anni

Avrebbe utilizzato indebitamente « la sua qualità di militare appartenente alla Guardia di finanza, sfruttando le conoscenze inerenti il suo lavoro o abusando degli strumenti concessi in virtù del medesimo». Lo scriveva il Tribunale di Venezia, motivando così la condanna a 4 anni per Vincenzo Corrado, ex tenente colonnello della Guardia di Finanza, per pagamenti e favori al fine di ammorbidire accertamenti fiscali approdati di fronte all’Agenzia delle entrate del Veneto in favore della società veneziana Baggio Trasporti, a seguito di una verifica delle Fiamme Gialle. La sentenza, confermata in toto dal processo di secondo grado a Venezia, è stata però "travolta" dal giudizio della Cassazione, che l'ha annullata con riferimento ai reati di cui all’art. 346 bis (il traffico di influenze illecite) e art. 3 della legge 1383 del 1941 (la collusione militare), disponendone il rinvio ad altra sezione della Corte di Appello.

«A distanza di ben 7 anni dagli arresti di una decina di persone - dice il difensore di Corrado, l'avvocato Fabio Crea - tra cui pubblici ufficiali, professionisti e imprenditori e dopo le assoluzioni per i reati di corruzione, ottenute già in primo grado dal tenente colonnello Corrado, la sentenza con cui la Cassazione ha annullato la sentenza della Corte di Appello di Venezia ci consente di poter affermare che finalmente siamo vicini alla verità, ovvero che il Corrado, come sostenuto sin dal primo giorno, non aveva commesso alcun reato».

L'inchiesta, nata nel 2017, portò alla luce una serie di interventi illeciti, con relativi pagamenti e favori, per ammorbidire accertamenti fiscali approdati di fronte all’Agenzia delle entrate del Veneto. A Corrado veniva riconosciuta, si legge nelle motivazioni,  la «spregiudicatezza dimostrata reiterando ciascuna tipologia di reati (collusione militare, traffico di influenze illecite, accessi abusivi a sistema informatico), tutti sorretti da un dolo particolarmente intenso e unificati dalla volontà di maggiore accaparramento possibile di denaro e regalie». Dal processo, infatti, sarebbe risultato provato che Corrado si sarebbe fatto promettere e successivamente corrispondere denaro e altri vantaggi patrimoniali , tra cui l'assunzione di amici, la promessa di propri futuri rapporti lavorativi, somme di denaro e tre orologi Rolex, quale pagamento della mediazione illecita.

In primo grado sarebbe stato provato anche il ruolo della commercialista trevigiana Tiziana Mesirca, condannata a due anni e tre mesi per concorso con Corrado nei reati di collusione militare e traffico di influenze illecite. Nel giudizio di Appello la professionista aveva patteggiato con la Procura generale, vedendosi applicata una pena pari a 1 anno e 6 mesi (con la sospensione e la non menzione) in cambio della rinuncia a proseguire con le accuse di collusione militare. Ma a questo punto sarà importante leggere le motivazioni degli Ermellini, che potrebbero in diritto avere accolto i motivi dell'appello dell'avvocato Crea, mettendo così i giudici veneziani nelle condizioni teoriche di emettere una sentenza di assoluzione. In quel caso anche il patteggiamento della Mesirca sarebbe revocabile.

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