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Venerdì, 23 Febbraio 2024
Cronaca

Tratta di immigrati da Malta, parla l'arrestato in Francia

Oggi, 27 gennaio, c'è stato l'interrogatorio di un guineiano 30enne, fermato il 2 dicembre scorso nel paese transalpino dove era fuggito dopo che il gip lo aveva messo ai domiciliari a Napoli. Ha parzialmente ammesso le proprie re

«Sono stato incastrato da chi effettivamente teneva le fila dell'organizzazione». Questo ha detto, nel corso dell'interrogatorio che è avvenuto a stamattina, 27 gennaio, il guineano 30enne ritenuto uno dei "cervelli" del gruppo, formato da almeno altri due connazionali, che attraverso documenti falsi e normalissimi voli di linea da Malta all'Italia avrebbe permesso ad almeno 200 stranieri di arrivare clandestinamente nel nostro Paese. L'uomo, comparso davanti al gip Carlo Colombo (in riserva sulla misura delle detenzione in carcere) era finito in manette in Francia ai primi di dicembre dell'anno scorso sulla base di un mandato di arresto europeo dopo essere evaso dagli arresti domiciliari, a Napoli, cui era stato posto dal gip di Treviso nel 2021. Lo avevano scoperto a casa della moglie, che viveva nel paese transalpino con lo status di rifugiata.

Il 30enne era finto nei guai nell'ambito dell'operazione "Malta's Passeur", realizzata dal comando provinciale della Guardia di Finanza. Al centro dell'inchiesta, partita nel 2019, c'era un traffico di clandestini che in aereo da Malta, viaggiando con documenti falsi o contraffatti, arrivano nel nostro Paese. L'attività della Gdf aveva avuto il "la" quando presso l’aeroporto “Antonio Canova” di Treviso furono fermati due clandestini africani, provenienti dall'isola, che avevano entrambi lo stesso passaporto e la cui identità apparteneva in realtà a una terza persona. Grazie all’incrocio delle informazioni ottenute tramite le intercettazioni telefoniche, l’analisi delle liste passeggeri e delle prenotazioni di volo delle diverse compagnie aeree, la consultazione delle banche dati del Ministero dell’Interno e l’esame dei conti correnti bancari degli indagati, era stato ricostruito il collaudato sistema illecito ideato dai tre guineani per introdurre clandestinamente in Italia decine di immigrati africani, utilizzando sistematicamente Malta come scalo.

Gli stranieri irregolari, prima di essere definitivamente trasferiti in Italia, venivano condotti a Malta dove potevano disporre di un alloggio temporaneo fornito dagli stessi indagati. Successivamente, sfruttando documenti di identità contraffatti o intestati ad altri soggetti compiacenti, i tre facevano imbarcare gli immigrati a bordo di voli aerei, con destinazione gli aeroporti di Treviso, Roma Ciampino, Roma Fiumicino, Bari, Torino, Orio al Serio, Napoli, Perugia, oltre che a bordo di traghetti diretti a Catania. La tariffa fissata per ciascun ingresso irregolare variava tra i 450 e i 700 euro a clandestino.

«Mi hanno chiesto il passaporto per fare la prenotazione di un volo - ha spiegato oggi l'uomo, che ha parzialmente ammesso le proprie responsabilità - ma poi non me l'hanno più ridato, adducendo come motivazione il fatto di averlo perduto. Dopo l'arresto, quando sono finito ai domiciliari a Napoli, la gente con cui ero se ne è andata dall'appartamento in cui vivevamo e allora io, rimasto solo, ho pensato di raggiungere la mia famiglia in Francia viaggiando con un bus». In realtà, secondo quanto appurato dagli inquirenti, il 30enne avrebbe lasciato Napoli subito dopo la notifica dell’ordinanza nei suoi confronti (alla fine del 2021). Nel gennaio 2022 era quindi arrivato l'inasprimento della misura della custodia in carcere e il mandato di arresto europeo.

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