«Non riuscivo più a tenere la pipì»: spintona il controllore del treno

Al via il processo a carico di un 37enne senegalese che stava salendo a bordo di un convoglio diretto a Padova

Galeotta quella pipì che proprio non si poteva più tenere e che, secondo la tesi della difesa, è il motivo per cui un 37enne senegalese voleva a tutti i costi salire in fretta su un treno. Ma è finita a "sportellate" con il capotreno, che secondo l'accusa sarebbe stato spintonato. Caduto a terra l'uomo avrebbe riportato anche una profonda ferita alla nuca.

E' la storia, che ha del comico, di cui si è parlato questa mattina in Tribunale a Treviso nel corso dell'udienza a carico di O.F., 37enne immigrato senegalese regolare, finito alla sbarra con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate. Secondo la ricostruzione della Procura l'uomo, il 26 novembre del 2016, avrebbe cercato di salire su un treno in partenza per Padova dalla stazione di Treviso senza mostrare il titolo di viaggio al capotreno che glielo stava chiedendo. Il dipendente di Ferrovie dello Stato avrebbe allora cercato di impedire al senegalese di entrare dentro il convoglio e questi, in tutta risposta, lo avrebbe spinto facendolo cadere all'indietro.

«Volevo usare il bagno perché non riuscivo a tenerla - è  la difesa del 37enne - ho detto al controllore che mi poteva verificare l'abbonamento (che in effetti aveva) dopo che avessi finito i miei bisogni». Ora saranno le immagini riprese dalle telecamere interne a chiarire la dinamica dei fatti. «Non l'ho spinto, è caduto da solo»: è la versione di Ousmane Fall, individuato successivamente dai carabinieri di Treviso che, intervenuti sul posto, hanno ritrovato il tesserino di riconoscimento che il senegalese usa al lavoro.

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