Cronaca

Processo Veneto Banca, il tribunale "taglia" la lista testi della difesa

In aula, partire dall'11 ottobre, saranno ammessi soltanto otto tra gli azionisti che dovrebbero riferire sulle cosiddette operazioni "baciate" e una ventina tra dirigenti, funzionari, direttori di filiale e personale commerciale dell'istituto di credito. Cassate le audizioni ritenute "superflue", come quella del governatore della banca d'Italia Vincenzo Visco e soprattutto dell'ex presidente del tribunale ed ex vicepresidente di Veneto Banca Giovanni Schiavon

Sono circa 100 i testi che restano alla difesa nel processo a Vincenzo Consoli, ex amministratore delegato di Veneto Banca, accusato di aggiotaggio, falso in prospetto e ostacolo alla vigilanza. Oggi, venerdì 24 settembre, il presidente del collegio giudicante Umberto Donà ha dato un'altra "sfalciata" alla lista delle deposizioni. In aula, partire dall'11 ottobre, saranno ammessi soltanto otto tra gli azionisti, che dovrebbero riferire sulle cosiddette operazioni "baciate", e una ventina tra dirigenti, funzionari, direttori di filiale e personale commerciale dell'istituto di credito.

Vengono inoltre cassate le audizioni ritenute "superflue", come quella del governatore della banca d'Italia Vincenzo Visco e soprattutto dell'ex presidente del tribunale ed ex vicepresidente di Veneto Banca Giovanni Schiavon, che  avrebbe dovuto riferire in merito alle facoltà deliberative del consiglio di amministrazione e sui rapporti intercorsi con Luca Terrinoni, il consulente della Procura di Roma prima e poi di quella di Treviso, uno dei "grandi" accusatori dell'ex numero uno dell' istituto di credito.

Su oltre 200 testi alla difesa, rappresentata dall'avvocato Ermenegildo Costabile, restano quindi, al netto dei 50 già eliminati precedentemente dalla lista, poco di un centianaio di persone. A partire dall'udienza dell'11 ottobre il collegio ha disposto che ne vengano convocati 15 alla volta; ma è difficile che la tabella di marcia di questo processo possa venire rispettata. Paeraltro il reato di aggiotaggio andrà in prescrizione il prossimo 26 ottobre mentre il falso in prosetto finirà per "morire" entro Natale. Il che vuol dire che tutte le parti civili costituite difficilmente potranno avere soddisfazione, mentre Consob e Banca d'Italia potranno puntare ai risarcimenti per il solo reato di ostacolo alla vigilanza se Consoli venisse riconosciuto colpevole.
 

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