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Una denuncia per una truffa

Una denuncia per una truffa

Case in affitto, borse, pneumatici: raffica di truffe on line, cinque denunce

Sempre più frequenti i raggiri messi a segno attraverso la rete, con annunci sui portali di compravendita. L'appello dei carabinieri: «Prestate massima attenzione». In aumento anche le truffe "inverse": 50enne denunciato dalla polizia

Cinque persone denunciate per altrettante truffe on line in una sola giornata, quella di ieri, 17 novembre, dai carabinieri della stazione di Castelfranco Veneto. Un fenomeno ormai dilagante quello che riguarda questo tipo di raggiri, messi a segno attraverso diverse piattaforme internet. Ecco i casi su cui i militari Castellani hanno dovuto svolgere indagini.

A Castelfranco Veneto, un 28enne di Piacenza si è fatto versare da un operaio del posto 240 euro, su un proprio conto corrente, a pagamento di 4 cerchi per autovettura, per poi rendersi irreperibile. A Castello di Godego, un 27enne di Foggia ha pubblicato l’annuncio dell’affitto settimanale di un inesistente appartamento nel capoluogo foggiano, ricevendo da un’impiegata castellana la caparra di 300 euro. A Castelfranco Veneto, una pregiudicata milanese di 26 anni ha posto in vendita in internet una borsa griffata, quindi una volta ottenuto il pagamento della somma di mille euro su una carta postepay, da parte di una casalinga del posto, non consegnava l’articolo acquistato. A Pieve del Grappa, un 50enne di Padova e una 56enne di Reggio Emilia, dimostrandosi interessati all’acquisto di quattro pneumatici per auto pubblicati da una 40enne del luogo, traevano in errore la vittima, inducendola a recarsi presso uno sportello bancomat e a versare 80 euro su un loro conto corrente bancario (la classica truffa "inversa").

«Nella considerazione dei sempre più frequenti episodi di truffa -si legge in un comunicato dell'Arma trevigiana- i carabinieri consigliano i cittadini di prestare la massima attenzione nel perfezionare sia acquisti che vendite in internet, diffidando di piattaforme che non riuniscono i necessari requisiti di affidabilità e sicurezza. Inoltre, è opportuno evitare di fornire a sconosciuti i propri riferimenti di conti correnti e carte prepagate, dal momento che non sempre si è in grado di accertare la reale identità delle persone con le quali si perfezionano transazioni in internet. In ogni caso, qualsiasi richiesta di delucidazioni potrà essere rappresentata ai Comandi dell’Arma, che saranno ben lieti di fornire tutto l’ausilio possibile per prevenire spiacevoli episodi di truffa».

Truffa "inversa", polizia denuncia un 50enne

Lunedì scorso gli investigatori della Questura di Treviso hanno denunciato un 50enne campano, G.E., pluripregiudicato, per la così detta truffa "inversa". L’indagine è partita dopo la denuncia presentata da un cinquantenne di Ponzano Veneto, il quale ha riferito che due giorni prima, su Subito.it, aveva postato un annuncio per vendere uno smartphone al prezzo di 190 euro.  Poco dopo lo stesso è stato contattato da un aspirante acquirentre il quale, senza nemmeno presentarsi, ha manifestato un nutrito interesse per l’articolo in argomento e, dopo una breve trattativa, ha concordato con il venditore il prezzo di 170 euro. Alla richiesta di effettuare la transazione affidandosi al canale di pagamento Pay-Pal, l’ignoto acquirente ha convinto il proprietario del cellulare a recarsi presso il più vicino sportello bancario per finalizzare l’operazione di riscossione del denaro a suo favore direttamente tramite sportello bancario. Una volta raggiunta la postazione ATM, la vittima ha seguito pedissequamente le istruzioni dettategli dall’interlocutore convinto, in buona fede, di ottenere l’accredito del denaro. Al termine delle operazioni il trevigiano si è reso conto, riesaminando con maggior attenzione le cedole emesse dal dispositivo automatico, di esser stato tratto in inganno dallo sconosciuto acquirente. Questi infatti, illustrando alla vittima una procedura complessa, lo ha indotto in errore, portandolo ad effettuare in pochi minuti due ricariche da 498 euro ciascuna su una carta ricaricabile. In occasione delle illecite transazioni, inoltre, lo sconosciuto ha cercato di indurre il 50enne di Ponzano Veneto ad eseguirne altre quattro per lo stesso importo, tentativo risultato fortunatamente infruttuoso in quanto era stato già raggiunto il massimale di contante disponibile per quel giorno. La successiva attività di indagine ha portato la polizia. a scoprire che G.E., utilizzando un’utenza telefonica risulta intestata ad un cittadino pakistano, si è fatto accreditare la somma di 996 euro su una carta prepagata allo stesso intestata e di cui proprio in quel giorno aveva denunciato lo smarrimento: una condotta per cui lo stesso è stato denunciato.

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