Cronaca

Finte vaccinazioni, rischio maxi risarcimenti per le aziende sanitarie

Il caso dell'infermiera 34enne Emanuela Petrillo. Il Tribunale di Udine ha accolto l'istanza di alcune famiglie formalizzando la costituzione in giudizio come responsabili civili della Uls 2 di Treviso e della nuova Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale

Le aziende sanitarie per cui Emanuela Petrillo ha lavorato tra il 2009 e il 2016, periodo in cui avrebbe solo finto di effettuare vaccinazioni a circa 7mila pazienti, potrebbero essere chiamate a risarcire i pazienti nel caso in cui la ex assistente sanitaria, in servizio prima nel Medio Friuli a Codroipo, San Daniele e Udine e poi nell'Usl 2 di Treviso, dovesse essere condannata nel processo in corso a Udine in cui la 34enne deve rispondere di peculato, falso ideologico e omissione in atti d'ufficio. Oggi, venerdì, 31 gennaio, il Tribunale del capoluogo friulano ha infatti accolto l'istanza di alcune famiglie formalizzando la costituzione in giudizio come responsabili civili della Uls 2 di Treviso e della nuova Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale nata dalla fusione delle precedenti Aas 3 Alto Friuli e Asuiud.

«Ma per un risarcimento danni civilistico -ribatte l'avvocato Fabio Crea, che assiste la Uls 2 che a sua volta si è costituita come parte civile contro la Petrillo- ci deve essere un danno. Fortunatamente nessuno dei bambini ha invece riportato conseguenze che siano tali da giustificare una liquidazione. I presunti danni sono assolutamente inesistenti e indimostrati». Dopo l'udienza di oggi, venerdì 31 gennaio, il processo riprenderà il prossimo 17 marzo con l’avvio dell’istruttoria dibattimentale e l'inizio della sfilata di testi, in tutto una cinquantina tra Procura di Udine, difesa e parti civili.

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