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Domenica, 19 Maggio 2024
Cronaca

Veneto Banca, la sentenza di secondo grado cancella le confische a Vincenzo Consoli

La Corte d'Appello di Venezia si è espressa sul processo all'ex amministratore delegato della banca montebellunese, condannato a 3 anni (un anno in mano di quanto stabilito dal Tribunale di Treviso per la prescrizione del reato di falso in prospetto). Revocata anche l'interdizione dai pubblici uffici

Tre anni di reclusione. Così si è concluso oggi 30 gennaio in Corte d'Appello a Venezia il processo a carico di Vincenzo Consoli, cui veniva contestato il reato di ostacolo alla vigilanza nei confronti di Banca d'Italia e Consob. Contestualmente però i giudici hanno annullato la confisca, disposta dai giudici di primo grado, di oltre 221 milioni di patrimonio personale e l'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni.

Il falso in prospetto, che aveva contribuito alla condanna di 4 anni in primo grado per l'ex amministratore delegato di Veneto Banca, è invece stato dichiarato prescritto. Alle parti civili - i due organismi di vigilanza e circa 600 risparmiatori - i giudici veneziani hanno confermato che vadano, nell'ordine, 150mila euro e 75mila euro e il 5% della perdita accusate fino ad un massimo di 20 mila euro. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro un paio di mesi.

«Siamo soddisfatti - ha detto il sostituto procuratore Massimo De Bortoli, il pm trevigiano chiamato in Procura generale per il processo di secondo grado e il magistrato che, insieme alla collega Gabriella Cama, aveva portato a termine il procedimento a Treviso - l'impianto accusatorio ha retto anche se il reato di falso in prospetto è andato in prescrizione, da cui la riduzione di un anno. Sulla revoca della confisca devo dire che si tratta di un provvedimento che mi aspettavo. Noi in primo grado non l'avevamo chiesta perché non pensavamo che ci fossero i presupposti per disporla, ora bisognerà leggere le motivazioni di questa sentenza. Il dispositivo emesso dai giudici di primo grado francamente non ci aveva convinto».

«Entro l'anno - ha aggiunto De Bortoli - contiamo di arrivare a chiudere le indagini per quanto riguarda i reati fallimentari, mentre il processo per truffa e quello di Roma ai revisori dei conti, che potrebbe tornare per competenza territoriale a Treviso, mi pare siano partiti già azzoppati». Sul giudizio della Cassazione in merito a questo processo, De Bortoli ha detto che «i tempi sono molto stretti ma io rimango fiducioso».

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