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Regolamenti di conti, la Prefettura accende un faro su edilizia, appalti e lavoro nero

In mattinata si è svolto il vertice in Prefettura a Treviso a cui hanno preso parte il Prefetto Angelo Sidoti, il sindaco Mario Conte e i vertici delle forze dell'ordine della città, Accertamenti più capillari su un settore che è stato il contesto sia del delitto di Fiera che dell'agguato di Vittorio Veneto di lunedì sera

A fare da comune denominatore all'omicidio di Fiera del 12 ottobre scorso e all'agguato di Serravalle, è certamente l'ambito lavorativo dei protagonisti (tutti balcanici) di queste vicende, ovvero quello dell'edilizia. Appalti "rubati", lavoratori irregolari e senza contratto, denaro contante per lavori "in nero". Sono solo alcuni degli aspetti che caratterizzano purtroppo questo nevralgico settore dell'economia trevigiana, soprattutto per quanto riguarda le piccole e medie realtà che valorano nel territorio, e su cui la Prefettura di Treviso ha deciso di accendere un faro. A far da detonatore al delitto di Fiera che ha portato alla morte di Ragip Kolgeci, kosovaro di 52 anni (i due presunti killer sono in carcere, arrestati dalla squadra mobile), e al pestaggio di lunedì scorso nel vittoriese, con almeno cinque denunciati (a cui ne seguiranno altri) e un arresto, sono stati motivi certamente di risentimenti tra fazioni o opposte famiglie ma alla base, ad agitare gli animi, ci sarebbe sempre il denaro, pare per lavori non pagati. Sono solo alcuni dei temi di cui si è discusso nel corso del vertice che si è tenuto nella mattinata di oggi, 20 ottobre, in Prefettura: presenti al tavolo il Prefetto, Angelo Sidoti, il sindaco di Treviso, Mario Conte, e i vertici delle forze dell'ordine, polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia locale.

«Abbiamo preso spunto dai due episodi di rissa, con purtroppo anche con una persona deceduta, avvenuti nei giorni scorsi per fare un quadro generale della situazione della sicurezza e anche legato al mondo dell'edilizia» ha spiegato a margine il Prefetto, Angelo Sidoti «questo perchè nei giorni scorsi, anche durante un incontro anche sui temi della sicurezza sul lavoro, Ance, associazioni dell'artigianato e sindacali avevano richiamato la nostra attenzione su quel mondo, dal punto di vista della necessità di controllo sulla sicurezza sul lavoro, sul lavoro nero e sul lavoro irregolare e da quel punto di vista infatti sono stati già previsti ulteriori controlli. Dal punto di vista della prevenzione dei reati, abbiamo innanzitutto preso atto che il presidio del territorio è fitto e capillare. Tant'è, è testimoniato dal fatto che entrambi gli episodi, così come tanti che si sono verificati, l'intervento delle forze di polizia è stato immediato e tempestivo, assicurando l'identificazione e poi l'arresto e il deferimento in stato di libertà all'autorità giudiziaria dei presunti responsabili. In più abbiamo deciso anche di continuare a verificare, come già è stato, ma intensificando i controlli nei luoghi dove si può ritenere ci siano persone da sottoporre a più attenzione».

«C'è la certezza che noi viviamo nella città e nella provincia più sicura d'Italia e questo lo dicono i numeri ufficiali del ministero degli Interni» il commento del sindaco di Treviso, Mario Conte «ovviamente questi episodi vanno a minare la percezione e la sensazione di sicurezza per i nostri cittadini però è altrettanto vero che c'è stata una pronta risposta da parte delle istituzioni che nel giro di poche ore hanno assicurato alla giustizia i responsabili. Ovviamente adesso stanno indagando su quelle che possono essere le origini, le cause di questi episodi che sono totalmente slegati l'uno dall'altro ma soprattutto slegati dal tessuto sociale della nostra città e questo francamente ci rassicura decisamente. Dobbiamo continuare a lavorare, alzare l'asticella della sicurezza, scambiare informazioni tra istituzioni e forze dell'ordine e soprattutto rafforzare il rapporto con la cittadinanza che informi di tutte le presenza sospette che ci sono nel territorio. Però alla fine i dati che sono stati snocciolati dicono chiaramente che Treviso è una città assolutamente sicura. Tra l'altro proprio quel quadrante di città è uno di quelli maggiormente coperto dalla presenza di pattuglie di forze dell'ordine quindi è stata proprio una casualità che gli individui si siano incrociati in quel posto e li ahimè è successo quell'episodio di estrema violenza che quindi oggi fa sentire in bilico la sicurezza, cosa che però deve assolutamente rientrare, lo faremo attraverso la presenza delle forze dell'ordine sul territorio, lo faremo anche snocciolando quelli che sono i dati reali da un punto di vista della sicurezza in città e in provincia».

«Ci tengo anche a sottolineare che la comunità kosovara» ha aggiunto ancora Conte «nel caso di Treviso è la stessa comunità che è venuta in municipio a donare dei soldi proprio per sostenere la sanità veneta ed è la stessa comunità che ha preso fortemente le distanze da questi episodi e che vuole radunare i propri cittadini per incentivarli a collaborare maggiormente con le forze dell'ordine: c'è stata una reazione di comunità che è un segnale importante sul quale dobbiamo continuare a lavorare»

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