rotate-mobile
Cronaca

Voleva filmare la "balla" dei reparti Covid pieni, l'autore di un video finisce a processo

Si aprirà il prossimo 8 luglio il procedimento contro un trevigiano di 46 anni autore di riprese considerate diffamatorie nei confronti della Ulss 2 di Treviso. Per quelle immagini fatte in piena pandemia l'uomo è accusato anche di violazione di domicilio e interferenza illecita nella vita privata del personale sanitario

«Siamo all'ospedale Ca' Foncello di Treviso e non c'è anima viva. Silenzio. Peraltro siamo nella sezione dei malati infettivi, quindi quella dotata di rianimazione e di tutto quello che servirebbe per l'emergenza di una pandemia. Ma qui non c'è niente, zero». Come un vero reporter si era introdotto dentro all'ospedale di Treviso e con il telefonino aveva fatto delle riprese che, secondo lui, avrebbe dovuto certificare la "balla" delle terapie intensive piene di malati Covid. E il 10 novembre del 2020, finito il "reportage", lo aveva pubblicato sul proprio profilo di Facebook. La risposta dell'azienda sanitaria Uls 2 non era però tardata: l'uomo, un 46enne residente a Treviso, era stato denunciato per diffamazione in quanto con quelle immagini avrebbe offeso la reputazione della Usl 2. «Le informazioni contenute nel video - scrivevano i vertici dell'azienda sanitaria trevigiana - sono false, tendenziose e finalizzate a screditare l'attendibilità delle comunicazioni dei dati pandemici fornite alla collettività». L'8 luglio prossimo l'uomo, difeso dall'avvocato Helga Lopresti, comparirà davanti al giudice per rispondere, oltre alla diffamazione, dei reati di violazione di domicilio e interferenza illecita nella vita privata.

L'autore del filmato era entrato all’interno del nosocomio per un’ispezione che a suo modo avrebbe dovuto essere "approfondita". «Buongiorno, mi hanno detto che in Rianimazione avete pochissimi degenti. È vero?» aveva chiesto alle operatrici dell’accettazione, colte di sorpresa dall'uso del telefonino. «Io sto facendo dei servizi in vari ospedali d’Italia - aveva detto sicuro di sé - mi risulta che le rianimazioni sono quasi vuote e i pazienti non sono intubati. La verità è questa e voi lo sapete bene». Poi l'uomo aveva raggiunto il pronto soccorso. «Anche qui è tutto vuoto, guardate - ripeteva inquadrando uno schermo della sala d’aspetto - le priorità sono appena tre. Emergenze zero». Il presunto "negazionista" era quindi ripartito con il suo tour e da un corridoio era arrivato fino al reparto di terapia intensiva. «Ecco qua - aveva detto - tutto vuoto». Ma peccato che i malati fossero al di là porta.

La sua è stata una "impresa" che adesso l'uomo rischia però di pagare a caro prezzo dal momento che i vertici della Usl lo hanno trascinato in tribunale. Anche se la risposta più efficace a quel video era arrivata proprio da un paziente Covid. «Non so cosa stia succedendo fuori perché da 15 giorni sto cercando esclusivamente di portare a casa la pelle, ma una cosa del genere così non la augererei a nessuno. E comunque per il tipo di vita e per la salute che ho sempre avuto fino a questo momento non me la sarei mai aspettata. Se vi dicono che il Covid non esiste o che è un manovra realizzata da chissà chi, non credeteci, è vero ed è terribile».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Voleva filmare la "balla" dei reparti Covid pieni, l'autore di un video finisce a processo

TrevisoToday è in caricamento