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Cronaca

Violenza sessuale da parte del branco, due ragazzi finiscono a processo

La vittima, una ragazza di 21 anni, riferisce di aver subito uno stupro nel gennaio del 2018 da parte di due amici e di essere stata oggetto di una estorsione da parte di un terzo. A inchiodare i responsabili vi sarebbe una intercettazione ambientale

Non ci sarebbe la prova che sia stata drogata, magari attraverso una assunzione inconsapevole di gamma-idrossibutirrato (il Ghb), di gamma-butirrolattone (il Gbl), di MDMA o forse di benzodiazepine, tra cui in particolare il flunitrazepam, comunemente noto come Rohypnol. Tutte sostanze che sarebbero degli inibitori della volontà e quindi, almeno potenzialmente, funzionarebbero come "droghe dello stupro". Ma la Procura di Treviso è certa che la "pistola fumante" della violenza sessuale di gruppo subita da una 21enne nel gennaio del 2018 sarebbe invece quello che gli imputati, N.M di 27 anni e M.T. di 23, avrebbero detto all'interno della macchina di uno dei due, finita per essere l'obiettivo delle intercettazioni ambientali degli investigatori. Questo è almeno quanto emerso nel corso dell'udienza preliminare che, oltre un anno fa, si è conclusa con il rinvio a giudizio dei due giovani che oggi, 9 marzo, hanno visto aprire i battenti del processo nei loro confronti. 

I fatti si riferirebbero a tre anni fa. Una sera un gruppetto di amici si trova in un noto locale di viale della Repubblica a Treviso. Lì mangiano qualcosa, ballano e poi, quando ormai è mezzanotte, alcuni di loro si sarebbero staccati. In tre, due ragazzi e una ragazza, avrebbero deciso di concludere la serata in casa di quest'ultima. Ma nel corso della serata succede qualche cosa di strano e la 21enne lo avrebbe scoperto all'indomani, quando si risveglia nuda, nel suo letto, in stato confusionale, con la casa mezza saccheggiata. È la stessa ragazza, che è sicura di non aver ecceduto nel bere, ad andare al pronto soccorso e a farsi visitare. Poi si presenta in questura e riferisce quanto accaduto e quanto ricorda della sera prima.

La giovane cita anche un terzo protagonista della vicenda, che avrebbe fatto parte della compagnia ritrovatasi nel locale di Strada Ovest e che l'avrebbe poi contattata per riferirle che qualcuno l'aveva derubata di cellulare, computer portatile e soldi. «Se vuoi avere indietro le tue cose, dammi 50 euro e te le faccio riavere», le dice. Aggiungendo: «Ma sei sicura che non ti abbiano violentato?». La 21enne è stata anche sottoposta ad alcuni esami clinici, che, secondo quanto emerso, avrebbero però scartato la possibilità che abbia, volontariamente o involontariamente, assunto delle droghe.

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