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Lunedì, 27 Maggio 2024
Cronaca

Abusa della nipotina di 7 anni, dura richiesta di condanna nei confronti di un 43enne

Oggi 7 maggio la Procura, al termine dell'arringa finale, ha invocato 9 anni di reclusione nei confronti di un uomo moldavo che nel 2012 avrebbe molestato la figlia del fratello in casa dei genitori

Nove anni di reclusione. E' questa la richiesta della Procura di Treviso nei confronti di un 43enne moldavo a processo per atti sessuali su minorenne. Nel novembre del 2012 avrebbe rivolto delle attenzioni "particolari" - l'avrebbe toccata e baciata nelle parti intime - sulla nipote (lui è il fratello del padre) che, al tempo dei fatti, aveva solo 7 anni.

La storia, accaduta a Treviso, era emersa quando la giovanissima aveva confessato alla madre di essere stata molestata. L'uomo, quando la vicenda sarebbe accaduta, lavorava come corriere. I rapporti fra le famiglie erano eccellenti: entrambe erano arrivate in Italia clandestinamente salvo regolarizzarsi una volta trovata occupazione. Poi la famiglia del 43enne si era ritrasferita in Moldavia ma i contatti fra i due nuclei erano rimasti frequenti. Una sera di novembre la madre della bambina riceve una telefonata dalla sorella che la prega di andare a Mestre, dove si trovava il marito che di lavoro trasportava pacchi fra l'Italia e il paese d'origine, e portarlo a casa perché aveva bevuto parecchio. Alla sera gli viene preparato il letto dove stava il fratellino più piccolo della bimba, nella stessa camera della presunta vittima. Il mattino dopo la confessione della piccola: «lo zio mi ha toccato, mi ha fatto del male». La famiglia della piccola decide un confronto con il parente ma questi nega l'accaduto. Qualche mese dopo la mamma, nel corso di una visita con la pediatra, si confida con il medico che a quel punto la sprona a presentare la denuncia.

Oggi 7 maggio la ragazzina ha deposto ma il suo racconto è stato incompleto e inframmezzato da moltissimi "non ricordo". In questi 10 anni il moldavo, nel frattempo divorziato, non ha mai avuto contatti con il suo difensore, l'avvocato Roberto Foffani. E la famiglia della bambina non si è presentata a processo come parte civile. La sentenza verrà pronunciata il 4 giugno prossimo al termine delle eventuali repliche delle parti.

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