Ingiurie al giornalista, condannato l'ex "mister" del Treviso, Gennaro Ruotolo

Così ha stabilito otto anni dopo l'avvio della causa la Prima Sezione del Tribunale Civile di Treviso. Vittima degli insulti fu Giampaolo Zorzo, giornalista sportivo de "Il Gazzettino"

Lo stadio Tenni di Treviso

Otto anni dopo l'avvio della causa la Prima Sezione del Tribunale Civile di Treviso ha stabilito che quella ricevuta da Giampaolo Zorzo, giornalista sportivo de "Il Gazzettino" fu una ingiuria. E per questo ha condannato Gennaro Ruotolo, al tempo dei fatti allenatore della prima squadra del Treviso. I fatti sono avvenuti il 29 dicembre del 2012. Zorzo era stato convocato, proprio in quanto cronista sportivo, dal presidente del sodalizio biancoceleste Corvezzo a seguito di alcuni articoli apparsi sulla stampa locale e relativi alla recente crisi societaria e al cambio ai vertici della squadra. «Questo è quello che vali, sei un uomo di....»: era stata l'aggressione verbale da parte di Ruotolo ai danni di Zorzo, nel corso di un incontro in cui, tra gli altri, erano presenti Corvezzo, il vice allenatore Carrara, lo stesso Ruotolo e una decina di tifosi.

Secondo quanto riferito, Ruotolo ha poi inseguito il giornalista che aveva deciso di lasciare il meeting, urlando: «Ti sei offeso solo perché non vali cinque centesimi ma un euro? Sei un venduto». Zorzo decide quindi di sporgere querela per ingiuria contro l'allenatore del Treviso, successivamente depenalizzato, e quindi di trascinare il "mister" davanti al giudice civile, chiedendo l'accertamento dell'illecito, il risarcimento dei danni e l'applicazione della sanzione pecuniaria.

Nelle sue motivazioni il giudice Giulia Civiero indica nelle deposizioni di Renzo Corvezzo e di Claudio Cavallin (presente al momento dell'alterco) l'elemento decisivo. «Non vi è ragione - scrive il giudice - di dubitare della attendibilità delle deposizioni dei testi, in quanto entrambi certamente indifferenti all'esito del presente giudizio».

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