Maxi-truffa alla Ferrero: società fantasma dalla Marca fa 'sparire' 5 tir di Nutella

Tra i truffatori anche un padovano di 47 anni rintracciato a Mogliano Veneto e ora agli arresti domiciliari insieme a due cittadini campani. La refurtiva non è ancora stata trovata

Foto da Google immagini

Ordini per centinaia di migliaia di euro alla Ferrero, documenti societari falsi e infine la maxi-truffa. Mercoledì 19 dicembre i Carabinieri del Nucleo investigativo di Bologna hanno arrestato tre uomini e una donna che dovranno rispondere dei reati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, concorso in truffa aggravata e ricettazione.  

Un'indagine partita nel 2016, quando l'azienda ha inviato un commerciale dal Piemonte a Bologna per trattare acquisti ingenti di Nutella con il responsabile di società savonese con sede logistica in città, tale Paoloni Antonello. Un primo ordine di circa 100mila euro era stato regolarmente saldato e la merce consegnata presso un deposito in via Zanardi. Per il secondo ordine, pari a 500mila euro (5 tir), erano stati emessi alcuni assegni bancari, poi risultati scoperti. 

Società fittizia 

Dopo diversi solleciti, i responsabili della Ferrero sono stati inviati proprio presso il capannone, ma lì hanno trovato la porta sbarrata. I Carabinieri hanno scoperto che, a maggio del 2015, l’immobile era stato affittato a un soggetto da un’agenzia immobiliare che era stata delegata dal proprietario del fondo, un cittadino bolognese che subito dopo la stipula del contratto aveva iniziato ad avere dei problemi nella ricezione delle mensilità, in ritardo nei primi mesi, assenti nei successivi. Una mattina, il proprietario dell’immobile, recandosi sul posto per avere spiegazioni, si era addirittura imbattuto in un cittadino che lamentava di essere stato truffato. Non solo, ma riferiva che anche un distributore situato nelle vicinanze era stato truffato dagli stessi per un importo di circa 8.000 euro a seguito di numerose forniture di gasolio.  

Le indagini

I Carabinieri, coordinati dal pm Gabriella Tavano, sono risaliti all'intestataria della società "fantasma", che aveva prodotto una serie di documenti falsi, una 34enne napoletana e poi agli altri truffatori: un padovano di 47 anni, G.G. rintracciato a Mogliano Veneto, e due napoletani di 41 e 33 anni, F.F. e A.A. catturati nel capoluogo campano, tutti incensurati.

​E' emerso che la società bolognese di via Zanardi aveva anche assunto, con un annuncio pubblicato sul web, un’impiegata part-time per curare la burocrazia che si stava accumulando. Abbandonata la sede di via Zanardi, la società aveva aperto una nuova sede, legale a Roma e logistica in via XXV Aprile a Granarolo Emilia. 

Per i tre uomini il GIP del Tribunale di Bologna, Alberto Gamberini, ha disposto gli arresti domiciliari, mentre per la donna è stato emesso l'obbligo di dimora a Napoli. La refurtiva non è stata rinvenuta, ma in base ai controlli di qualità della Ferrero, come confermato dall'azienda ai Carabinieri, il prodotto non sarebbe stato più idoneo alla vendita. 

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