Contro-truffa da parte di una famiglia a due rom malintenzionati

Due rom avrebbero approfittato di un 50enne che, aiutato dalla famiglia, è riuscito ad incastrarli attraverso una contromossa inaspettata

Furto in abitazione e tentata truffa in concorso. È di questo che dovranno rispondere due rom di 25 anni, la donna, B.F., e il cognato, V.D., entrambi con precedenti per reati contro il patrimonio. Le vicende sono a danno di un 50enne trevigiano, sotto tutela di una madre adottiva da quando aveva 12 anni, che sarebbe stato avvicinato dalla ragazza mentre si recava in un negozio di telefonia in centro a Treviso. i due avrebbero fatto amicizia e lei si sarebbe fatta prestare cinque euro, cercando di carpire più informazioni possibili su di lui, tanto da presentarsi a casa sua per un salutino il giorno seguente, questa volta insieme al cognato.

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Al momento il 50enne si trovava solo in casa ed è stato distratto dal giovane mentre la ragazza provvedeva a sottrarre 150 euro dalla camera da letto. Al rientro della madre adottiva, qualche giorno dopo, la scoperta del furto. L’uomo sarebbe stato ricontattato dalla 25enne proprio in quegli istanti, mentre discuteva con madre e fratello, con la richiesta di poterle consegnare una busta paga, probabilmente per accedere a qualche finanziamento. Una pretesa un po’ insolita, ma che ha fatto scattare il piano da parte dei tre.

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L’uomo avrebbe acconsentito e con il fratello si sarebbe recato all’incontro, ma senza la busta paga, per poi convincere i due rom a salire nuovamente in casa con lo scopo di saperne di più sulla richiesta. Ed è proprio in quel momento che la madre avrebbe approfittato per chiamare la polizia, subito intervenuta per bloccare i malviventi, denunciandoli a piede libero. La ragazza avrebbe nutrito qualche sospetto e per scamparla avrebbe restituito il denaro rubato qualche giorno prima pur di non cadere in una denuncia, ma così non è stato. 

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