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Lunedì, 17 Giugno 2024
Cronaca

Truffa del vino: acquistavano e rivendevano nel mercato nero

Nei guai cinque persone, tra cui un commercialista. L'indagine parte da Pomezia, ma arriva anche a Treviso. Perquisizioni in tutte le sedi

TREVISO Cinque persone, tra cui un commercialista, risultano sottoposte ad indagine per una presunta truffa ai danni di aziende agroalimentari operanti nelle provincie di Brindisi, Catania, Piacenza, Roma e Treviso. Le indagini dei Finanzieri del Comando Provinciale di Roma sono partite dopo una querela presentata da un’azienda agricola di Seclì (LE), che aveva rifornito oltre 8.000 bottiglie di vino una società di Pomezia, senza ricevere alcun corrispettivo.

ORDINI SENZA ACCONTI Stando agli accertamenti svolti dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Pomezia sotto la direzione della Procura della Repubblica di Velletri i protagonisti della vicenda - che vedrebbe coinvolti direttamente anche soci della ditta di Pomezia - erano soliti commissionare alle imprese truffate la fornitura di partite di olio, vino, sottaceti e pasta, cui seguivano, dopo il versamento di una prima rata, ulteriori ordinativi senza il versamento di acconti. Alle richieste di pagamento delle rate insolute, venivano rilasciate false fidejussioni, al fine di “prendere tempo” e conquistare, contemporaneamente, la fiducia della controparte. L

MERCE RIVENDUTA IN NERO La merce veniva consegnata presso un magazzino di Pomezia per poi volatilizzarsi probabilmente venduta “in nero” ad altri operatori. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sono scattate le perquisizioni locali in tutta Italia, presso le unità locali dell’azienda di Pavia, Colleferro e Pomezia, nonché presso le abitazioni nella diponibilità degli indagati, nelle province di Frosinone, Imperia, Roma, Pavia. Durante l’operazione, è stata rinvenuta documentazione ritenuta interessante, nonché bottiglie di vino appartenenti agli stessi lotti forniti dalle imprese raggirate. Dalle risultanze sin qui emerse il bacino dei soggetti caduti nella truffa allestita tramite la spendita della denominazione della ditta pometina potrebbe essere sicuramente più estesa di quanto sin qui accertato

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