Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca

Uccise lo "zio" con un colpo di pistola, inizierà il 10 giugno il processo a Branko Durdevic

Lo ha deciso oggi, mercoledì 9 febbraio, il gup Marco Biagetti, dopo aver respinto le richieste e le eccezioni della difesa. Il 37enne è accusato di omicidio volontario e di tre tentati omicidi, tutti aggravati dalla premeditazione

Branko Durdevic sarà processato in Corte d'Assise a partire dal 10 giugno prossimo. Il giudice per l'udienza preliminare Marco Biagetti, respinte le eccezioni e le richieste del difensore Alessandra Nava (tra cui la nullità del capo di imputazione per la sua genericità e un esame, da svolgere con la formula dell'incidente probatorio, su tutti i supporti elettronici, dai computer ai telefonini, oggetto di sequestro e di proprietà della vittima e del presunto assassino) ha rinviato a giudizio oggi, mercoledì 9 febbraio, il 37enne per omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione, di Domenico "Joco" Durdevic, il 53enne ucciso con un colpo di pistola calibro 9,21 l'8 febbraio scorso, a Borgo Capriolo, nel quartiere di Santa Bona a Treviso. Branko è anche accusato di porto d'armi illegale e dei tre tentati omicidi, aggravati dalla premeditazione, del genero della vittima, Giampiero Petricciolo, e di Vera Olah e Samantha Durdevic, che erano le figlie di Domenico.

Secondo il pubblico ministero Gabriella Cama Branko Durdevic voleva uccidere. Quel giorno di febbraio Joco Durdevic e gli altri tre arrivano sotto casa dell'uomo e avrebbero richiamato l'attenzione Branko. Il 52enne gli chiede di poter vedere la piccola che sta con la madre all'estero ma successivamente la discussione si sarebbe allargata alle altre figlie di Riccardo, che stavano invece con il nonno. Branko, che era da poco uscito di galera, a quel punto sale al primo piano della casa ed estrae la pistola, una Glock calibro 9 e 21. Poi avrebbe sparato alcuni colpi diretti contro contro lo zio, il cognato di questo e le due donne. Uno dei proiettili, probabilmente il secondo partito dalla pistola, centra il 52enne alla nuca. Domenico Durdevic morirà per le ferite dopo tre settimane di agonia.

All'interno del cranio e del cervello, dirà l'autopsia condotta da Alberto Furlanetto, il medico legale incaricato dell'esame dalla Procura, non c'era però il bossolo. Quello che si vede dalle Tac è invece un pezzo di osso, entrato nel tessuto cerebrale. Per il medico legale non cambia nulla in merito alla causa della morte, dovuta sempre al colpo sparato dal nipote Branko, che ha fatto entrare la pallottola nella calotta cranica nel cervello.

Il legale delle parti civili (il fratello, la moglie, i figli e i nipoti), l'avvocato Francesco Murgia, si è costituito chiedendo un risarcimento dei danni pari a tre milioni e seicento mila euro.

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