Sparatoria di Vedelago, Massimo Zen chiederà l'abbreviato

La guardia giurata è accusata dell'omicidio volontario Di Manule Major, il 36enne giostraio in fuga assieme a due complici dopo una serie di assalti ai bancomat

L'auto dei giostrai centrata da Massimo Zen

Omicidio volontario. E' questa l'accusa da cui oggi dovrà  Massimo Zen, il 48enne di Cittadella ritenuto responsabile della morte, avvenuta 2 anni fa a Barcon di Vedelago, di Manuel Major, il 36 giostraio in fuga assieme a due complici dopo una serie di assalti ai bancomat.

La posizione di Zen è grave e l'uomo, ha fatto sapere il suo legale, l'avvocato Daniele Panico, chiederà probabilmente il rito abbreviato nel corso della preliminare. Nel capo d'imputazione con cui il pubblico ministero si appresta a chiedere il rinvio a giudizio si legge che la guardia giurata dei Rangers dopo aver posizionato la sua Fiat di traverso lungo via Pomini a Barcon di Vedelago, al fine di impedire o rallentare il passaggio della Bmw 50 sulla quale viaggiavano Manuel Major, Euclide Major e Jody Garbin, autori quella stessa notte di alcuni assalti ai terminali Atm, esplodeva tre colpi di pistola Glock, in direzione dell'autovettura, uno dei quali, attraversando il parabrezza lato passeggero, centrava al capo, nella zona temporale destra, Manuel Major, che era alla guida della Bmw.  Zen è anche accusato di aver intercettato fraudolentemente, quella stessa notte, le comunicazioni dei carabinieri e di aver interrotto le conversazioni inserendosi sulle onde radio riservate ai militari.

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Indagati sono anche Manuel Cancarello, di 45 anni e Christian Liziero, di 46, entrambi residenti a Paese, accusati a vario titolo di favoreggiamento e interferenza nelle comunicazioni dei carabinieri. Cancarello, in particolare, è secondo l'accusa l'uomo che ha piazzato la pistola giocattolo ritrovata a ridosso della strada in cui era avvenuta la sparatoria, che avrebbe dovuto indurre gli inquirenti ad avvalorare la tesi della legittima difesa di Zen.

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