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Cronaca

Con il bottino degli assalti ai bancomat hanno ristrutturato casa

Sono stati sequestrati un’abitazione nella disponibilità di uno degli indagati, un caravan e una motrice di camion e 20mila euro in contanti. Coinvolta nell'attività anche l'alta padovana e la Marca

Con gli assalti ai bancomat avvenuti anche in provincia di Padova avevano ristrutturato casa e acquistato auto di lusso. I carabinieri del Nucleo Investigativo del comando provinciale di Udine, coadiuvati dall’Arma territoriale, in provincia di Treviso e Padova, hanno dato esecuzione oggi 21 maggio al decreto di sequestro preventivo, e per equivalente, finalizzato alla confisca, emesso dal Gip del tribunale di Brescia, su proposta della Procura di Brescia, nei confronti di Luca Moretti, 47enne trevigiano e del cugino Donald Moretti, 50enne padovano, ritenute presunte responsabili di plurimi assalti con esplosivo a numerosi sportelli Atm commessi anche con l’uso delle armi, nonché di rapina, ricettazione, riciclaggio e trasferimento fraudolento dei valori. I sequestri sono avvenuti anche nell'alta padovana.

Nel corso dell’attività sono stati posti sotto sequestro un’abitazione appena ristrutturata, del valore stimato di 100mila euro in provincia di Treviso, nella disponibilità di uno degli indagati, un caravan e una motrice di camion, nonché la somma di denaro di 20mila euro, corrispondente quest’ultima al prezzo ottenuto dalla vendita di un’autovettura di lusso acquistata con i proventi illeciti. Questi ultimi sequestrati sono avvenuti a carico dell'indagato padovano. A seguito di lunghe e mirate indagini patrimoniali e bancarie susseguenti a quelle che hanno portato all’identificazione e all’arresto dei due soggetti, gli investigatori dell’Arma hanno accertato che tutti i predetti beni mobili e immobili erano verosimilmente stati acquisiti, per interposta persona, con i proventi degli assalti ai bancomat commessi dagli indagati in tutto il Nord Italia nel triennio tra il 2019 e il 2021. Il provvedimento giudiziario odierno prevede che, una volta concluso l’iter processuale e all’avvenuta condanna, i beni oggetto di sequestro siano sottoposti a confisca e quindi acquisiti al patrimonio dello Stato. L’operazione odierna costituisce un importante risultato ottenuto dalla stringente ed efficace collaborazione dei carabinieri del comando provinciale di Udine e delle autorità giudiziarie di Udine e Brescia, che ha permesso di individuare e restituire i beni sottratti con violenza e, contestualmente, di colpire patrimonialmente i soggetti indagati. La responsabilità penale degli indagati sarà comunque accertata solo all’esito del giudizio con sentenza penale irrevocabile .​

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