Navette con la Romania per vendere la refurtiva, smascherati in otto

Una banda composta da cittadini romeni e italiani portava nel paese dell'est Europa trattori, tosaerba e pannelli fotovoltaici. Tutto rigorosamente rubato

UDINE Furti in tutto il nord est, con trattori, tosaerba, pannelli fotovoltaici, ruote e cerchioni di autovetture di marca nel mirino di una  banda italo romena composta da otto persone. Il sodalizio è stato messo alle strette dai carabinieri del Norm di Palmanova. Le indagini sono state coordinate dalla dottoressa Paola De Franceschi della Procura della Repubblica di Udine. 

L’ORIGINE. L’indagine ha avuto inizio dopo alcuni furti messi in opera nel corso della notte tra il 15 e il 16 maggio 2016 ai danni di alcune ditte di San Giovanni al Natisone. In quell’occasione i malviventi si sono impossessati di un autocarro Fiat Iveco Eurocargo di proprietà della ditta Komposy Krom S.r.l, caricandoci sopra un quad Polaris SPX 500E e un trattore BCS mod. Valiant, di proprietà della PVK S.r.l, facendo poi perdere le proprie tracce.

LE INDAGINI. L’attività investigativa ha permesso di individuare l’autovettura “pulita”, con la quale i malviventi, dopo aver raggiunto la località del furto, hanno scortato l’autocarro rubato e la provenienza dei soggetti, collocata in un area geografica compresa tra Prata di Pordenone  e Motta di Livenza (TV). Le successive attività hanno consentito di individuare e identificare tutti i componenti della banda, costituita da 6 cittadini di nazionalità romena, alcuni dei quali già noti alle forze dell’ordine, e 2 cittadini italiani. 

IL DEPOSITO. Un capannone di Cusano di Zoppola - nel pordenonese - lungo la strada statale SS.13 “Pontebbana” e messo a disposizione da uno degli italiani coinvolti era la “base logistica”. Nella struttura i banditi depositavano parte della refurtiva, in attesa della successiva ricettazione. Qui sono stati trovati 1.790 Kg di trecciato di rame, in arrivo da un furto commesso nel parco fotovoltaico della ditta Solar di Cusano di Zoppola. 

I VIAGGI VERSO L’EST. La merce rubata, costituita prevalentemente da trattori, tosaerba, pannelli fotovoltaici, ruote e cerchioni di autovetture di marca, veniva trasportata in Romania con autocarri furgonati di nazionalità romena, soprattutto nel fine settimana (quando è più semplice eludere i controlli). Una volta in Romania, la refurtiva veniva ricevuta da altri soggetti che provvedevano alle operazioni di scarico e di deposito in attesa di trovare gli acquirenti.

FURTI A UDINE E PROVINCIA. Diversi episodi dell’attività criminale si sono verificati nel nostro territorio, oltre a quello che ha generato l’indagine. In particolare, nel corso della notte tra il 19 e il 20 giugno scorsi, gli arrestati hanno colpito nuovamente a San Giovanni al Natisone,  rubando i cavi di rame dell’impianto fotovoltaico installato sul tetto della “Torre S.r.l”. In quel caso si sono serviti di un autocarro della stessa ditta per trasportare il materiale - costituito da  circa 1.500 Kg di rame -. Nell’occasione, i militari della Compagnia di Palmanova hanno cercato di bloccarli, ma i banditi sono riusciti a forzare lo sbarramento al casello autostradale di Palmanova, abbandonando la refurtiva e il mezzo rubato. 

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Furti in Friuli e ricettazione in Romania, fermata banda
ALTRE PROVINCE. Non sono mancati i furti nei territorio vicini. In seguito i malviventi si sono dati da fare, impossessandosi di trattori agricoli di grosse dimensioni, tra i quali spiccano un John Deere mod. 5515 e un Fiat 780.  I militari del Norm di Palmanova, coadiuvati anche dai colleghi di San Donà di Piave (VE) e Conegliano (TV), sono riusciti a individuare e recuperare un autocarro Fiat Iveco Eurocargo, occultato all’interno di una base dismessa dell’Aeronautica Militare a Ceggia (VE), nonché i trattori agricoli che i soggetti avevano nascosto tra la vegetazione di alcuni boschetti della zona in attesa dell’invio in Romania. Questi mezzi sono stati tutti restituiti ai legittimi proprietari.

I PROVVEDIMENTI. Queste azioni delle forze dell’ordine hanno indotto alcuni degli appartenenti al gruppo a lasciare temporaneamente l’Italia facendo rientro in Romania.  Lo scorso 7 novembre il Gip del Tribunale di Udine ha emesso sei ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di Andrei Marian Padurariu, Sorin Iulian Dumitrache, Mihai Daniel Gorghiu, Dorel Stejarel Chirila, Bernardo Brescia e di un ulteriore cittadino rumeno in fase di localizzazione, nonché ulteriori due ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di  Ruggero Bortoluzzi e Iulian Toader, tutti residenti o domiciliati tra le province di Pordenone (PN), Treviso (TV) e Ascoli Piceno (AP) e ritenuti responsabili di “associazione per delinquere” finalizzata alla commissioni di “furti aggravati” a carattere transnazionale.  

SEQUESTRO. Nello stesso contesto il Gip ha emesso un decreto di sequestro preventivo per alcuni mezzi utilizzati dai soggetti nel corso della loro attività, per un valore di 68.000 euro.  Sequestrati anche denaro contante, veicoli e telefoni cellulari.


 

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