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Ulss 2, Bernini (Cgil): “Partita difficile ma non impossibile”

Il segretario generale: "Garantire posti di lavoro e occupazione di qualità e al contempo sviluppare concretamente la sanità sul territorio a tutela della salute dei trevigiani"

TREVISO “È una partita complessa ma non impossibile. Indietro non si torna, l’obiettivo comune di tutti gli attori del sistema salute, istituzionali, politici e sociali, è quello di costruire le condizioni per giungere a buoni risultati” afferma Ivan Bernini, segretario generale della FP CGIL di Treviso, un minuto dopo la sigla dell’accordo tra Direzione strategica dell’Ulss 9 (che incorporerà per fusione le Ulss 7 e 8) e le Organizzazioni Sindacali e che prende avvio il processo di costruzione dell’Ulss 2 Marca Trevigiana.

“Due i tasselli fondamentali dell’accordo – spiega il segretario generale FP CGIL di Treviso - il riassorbimento degli oltre 9mila lavoratori nella nascente Ulss 2 e il recepimento dell’accordo regionale che dovrà portare entro giugno 2017 alla definizione di un nuovo contratto decentrato, al fine di armonizzare condizioni normative ed economiche dei lavoratori senza alcuna penalizzazione”.

Gli effetti della riforma e dei processi che l’accompagneranno non si misureranno in tempi brevi – continua Ivan Bernini –,  proprio per questo è giusto darsi subito delle priorità e sarà quanto mai fondamentale che in tutte le fasi successive si registri il pieno coinvolgimento e la partecipazione di tutti gli attori istituzionali e sociali, senza che nessuno stia alla finestra. Oggi le priorità sono la garanzia di una buona occupazione, sia per quanto riguarda il personale dipendente dell’Ulss sia per i tanti lavoratori che sono dipendenti di cooperative e società alle quali sono appaltati alcuni servizi, e il mantenimento dei servizi e dei presidi nel territorio a tutela della salute. Dobbiamo altresì operare – aggiunge Bernini - affinché gli interventi previsti sul territorio e ancora inattuati, dalle strutture intermedie alle medicine di gruppo integrate, all’integrazione e potenziamento dei Centri di Servizio, diventino effettive e reali".

Quando diciamo indietro non si torna è evidente che l’assunto vale anche e soprattutto per la qualità dei servizi erogati in questo territorio – sottolinea Bernini -. La riforma regge, e noi lavoreremo affinché riesca fino in fondo a sviluppare Salute e al contempo migliorare le condizioni di chi lavora e di chi fruisce del sistema sanitario. Solo così – conclude Bernini - sarà evidente che l’operazione non è avvenuta per sottrazione ma come valore aggiunto”.

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