Cronaca

Anziano malato e "sequestrato", la compagna denuncia l'ex moglie e i figli

Una donna di 60 anni di Valdobbiadene ha sporto querela chiamando a rispondere del reato di circonvenzione di incapace i parenti stretti dell'uomo, che ha 73 anni. Oggi è iniziato l'incidente probatorio

Nella foto una persona affetta da sindrome degenerativa

Immaginate di vivere in una favola e che improvvisamente tutto finisca, rubato dall'ingordigia dei parenti,  che siate costretti vostro malgrado a non vederla o vederlo più e neppure di prendervi cura di lui o di lei. E' così che, disperata,  una donna di 60 anni ha sporto denuncia chiamando a rispondere del reato di circonvenzione di incapace la ex moglie e i tre figli di primo letto dell'uomo. Oggi, martedì 15 dicembre, davanti al gip di Treviso Marco Biagetti si è svolto il conferimento dell'incarico al dottor Tullio Franceschini, il medico che avrà il compito di stabilire se l'uomo in questione, che è un anziano di 73 anni, sia o meno nelle condizioni di decidere autonomamente di sé. La perizia verrà consegnata nelle mani del giudice entra 60 giorni.

La storia risale alla primavera di quest'anno e si svolge a Valdobbiadene, dove la 60enne e il compagno si stabiliscono dalla fine degli anni '90. Poi lui, nel 2012, ottiene la separazione e nel 2017 il divorzio. Per oltre 20 anni i due vivono uno splendida storia d'amore che avrebbero voluto suggellare con il matrimonio, previsto per il giugno di quest'anno. Poi però arriva la malattia. L'anziano soffre di stati di agitazione, grande malessere e perdita di peso. Dopo una serie di ricoveri arriva la diagnosi, che è tremenda: sindrome a corpi di Lewy, una malattia degenerativa che ha caratteristiche sia dell'Alzheimer e che del morbo di Parkinson.

I figli del 73enne, il cui riavvicinamento al padre si deve principalmente all'attuale compagna, inizialmente si mostrano molto collaborativi ma a Pasqua di quest'anno, in piena epidemia Covid, con la scusa di alleggerire la 60enne del peso e facendo finta di trasferirlo nella casa di uno di loro, finiscono invece con parcheggiare l'uomo addirittura dalla ex moglie. Inizia così il "sequestro" del 73enne, le cui condizioni di salute si aggravano fino a richiedere il ricovero prima in ospedale o poi in una struttura dedicata. Tempo nel corso del quale l'uomo avrebbe detto alla compagna, a cui era stato legato da un rapporto molto forte, di non volerla vedere.

«Ma le sue condizioni - spiega la donna - erano migliorate proprio in occasione del ricovero, mi chiedeva del cane a cui era molto affezionato e quando io sarei potuta ad andarlo a trovare, cosa che non mi era possibile a causa del Corona Virus e delle regole sulla degenza». A scatenare le attenzioni dei figli e della ex moglie sarebbe, a sentire la 60enne, la "ricca" pensione dell'uomo ed un conto corrente di un centinaio di migliaia di euro, su cui i parenti avrebbero già messo gli occhi, compiendo operazioni quantomeno sospette

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