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Da Vazzola ad Assisi in bicicletta per sconfiggere il cancro e raccogliere fondi

Grande serata di sport e beneficienza quella di ieri lunedì 6 giugno al ristorante Gambrinus di San Polo di Piave: presentata l’iniziativa Ride4Ail, letteralmente una «cavalcata per l’Ail»

SAN POLO DI PIAVE Grande serata di sport e beneficienza quella di ieri lunedì 6 giugno al ristorante “Gambrinus” di San Polo di Piave: è stata infatti presentata l’iniziativa Ride4Ail, letteralmente una «cavalcata per l’Ail», che consiste in un lungo tragitto - da Vazzola ad Assisi - da compiere in 4 giorni in sella alla bicicletta, con lo scopo di raccogliere fondi a sostegno dell’Ail (Associazione Italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma onlus) di Treviso, che verranno donati al reparto di Ematologia del Ca’ Foncello  e per sostenere la ricerca nella lotta contro il cancro.

La corsa partirà venerdì 8 luglio, e verrà percorsa dall’ideatore e promotore del progetto, Paolo Cescon, in compagnia di altri 4 amici/atleti (Dario Salatin, Milva Luzzi, Massimo Zanini e Stefano Ros) e di un’ospite d’eccezione: Mauro Da Dalto, ex ciclista professionista nelle file - tra le altre - di Liquigas e Lampre. «Appoggio in pieno tutto il progetto creato da Paolo» ha detto Da Dalto, che ha voluto sottolineare l’affinità tra il ciclismo e la vita, soprattutto quando viene resa difficile dalla malattia: «Nel mondo del ciclismo si lotta sempre fino in fondo, non ci si arrende mai» ha spiegato l’ex ciclista. Altri importanti nomi del mondo dello sport hanno presenziato alla serata di presentazione: Anna Nicoletti, dell’Imoco Volley, Sacha Modolo, ciclista professionista della Lampre, che ha da poco corso il giro d’Italia, Renzo Casellato, storico collaboratore tecnico e preparatore atletico dello staff di Cesare Prandelli, anche quando quest’ultimo rivestiva il ruolo di commissario tecnico della Nazionale italiana, Marzio Bruseghin, che nel 2008 si classificò terzo al giro d’Italia, che ora lo vede protagonista in qualità di commentatore Rai. «Il ciclismo è come la vita, e come la vita è fatto di tappe» ha dichiarato Bruseghin, che ha lodato la scelta della bicicletta come veicolo per diffondere il messaggio di speranza e di supporto all’Ail: «Quale mezzo è migliore della bici? Ti permette di coprire le distanze mantenendo il contatto con la gente, ed il contatto umano è sempre il mezzo più efficace per trasmettere un’idea». A presentare la serata, a cui hanno partecipato più di 260 ospiti, un’icona, un vero e proprio guru della tradizione giornalistica italiana, Marino Bartoletti. «Se lo sport è vita, il ciclismo lo è due volte di più» ha affermato Bartoletti, che per sua stessa ammissione non sarebbe potuto mancare ad una serata in cui «la vita viene restituita grazie ad un’iniziativa legata al ciclismo». «La bicicletta è una medicina preventiva, ma anche successiva, se qualcuno torna a guidarla la vita gli ha sorriso» ha concluso il noto giornalista.

Accanto ai volti noti dello sport c’erano il presidente dell’Ail Treviso Ernesto Bosa ed il primario dell’unità di ematologia del Ca’ Foncello dott. Filippo Gherlinzoni, che ha definito quella di ieri «una magnifica iniziativa, per sensibilizzare le persone sulle problematiche dell’ematologia e delle malattie del sangue», ricordando come solo fino a 10 anni fa le aspettative terapeutiche legate alla diagnosi di tali patologie fossero scarse. «Negli ultimi anni sono stati fatti dei passi avanti, le malattie diventano sempre più guaribili, anche se c’è bisogno ancora di ricerca e spazi medici» ha spiegato Gherlinzoni, che ha mostrato grande riconoscimento per il supporto e il sostegno forniti dall’Ail, senza i quali lo stesso reparto di Ematologia di Treviso non sarebbe nato.

Nel giorno che darà il via a questa grande corsa alla solidarietà i protagonisti della cavalcata saranno accompagnati dalla piazza di Vazzola fino all’ospedale di Treviso per la partenza ufficiale da cicloamatori, gruppi sportivi e associazioni (Avis, Aido e molte altre): un simbolico abbraccio prima della discesa verso la città di San Francesco. La prima tappa porterà i sei atleti, seguiti da uno staff di 12 persone, da Vazzola a Mesola, in Emilia Romagna, dopo aver percorso ben 135 km. Il giorno seguente invece si procederà con la tappa Mesola-Pesaro (160 km), che prevede la sosta a Cesenatico, per far visita e rendere omaggio al luogo in cui è sepolto Marco Pantani. Il terzo giorno si partirà alla volta di Loreto, per la più breve delle tappe – “solo” 97 km -. L’ultima parte del percorso, da Loreto ad Assisi, vedrà Paolo e compagni percorrere gli ultimi 109 km in vista dell’arrivo, per completare la lunga marcia di 500 km dal Veneto fino in Umbria. Durante tutto il viaggio verranno raccolti fondi a sostegno dell’Ail, mentre i sei ciclisti verranno ospitati dai sindaci delle città, effettuando partenze ufficiali dalle piazze principali dei Comuni che li accoglieranno.

La serata di ieri, oltre a presentare la corsa, le divise ufficiali che verranno indossate dagli atleti e il percorso che li vedrà impegnati dall’8 all’11 luglio, è servita anche per dar vita ad un’asta benefica e per raccogliere donazioni: grazie ad una munifica offerta di 600 euro la divisa ufficiale Ride4Ail, una bicicletta da donna Pinarello e due maglie autografate del portiere del Crotone Alex Cordaz hanno trovato un nuovo – generoso – proprietario. Già oggi il ricavato dell’asta e delle altre donazioni effettuate ieri sera verranno devoluti all’Ail di Treviso a favore del reparto di Ematologia del Ca’ Foncello, per un totale di 5813 euro.

Pedalare per dare speranza, faticare per fornire un contributo, sudare per dare a chi nella vita sta affrontando la più dura delle salite un appoggio e un aiuto per guarire: questo è lo spirito che anima Ride4ail, il progetto che unisce cuore e sport a sostegno della vita. Sul palco ieri sera anche le testimonianze di Massimo, Rosa e Antonella, che sono riusciti a sconfiggere la malattia: «una vittoria vera, della vita sulla morte» ha detto durante la presentazione Marino Bartoletti. Durante la serata è stato ringraziato anche il dott. PierMaria Stefani dell’Ematologia di Treviso, che insieme al personale infermieristico svolge un lavoro quotidiano e fondamentale per curare e dare speranza ai propri pazienti.

«Festeggio il primo anno della mia nuova vita» ha spiegato Paolo Cescon, l’artefice di tutto il progetto, che metterà cuore, muscoli e polmoni a servizio di chi ogni giorno lotta costantemente per la vita: lo farà portandosi come portafortuna una maglia rosa, quella che direttamente dal Giro d’Italia gli è stata regalata da Bartoletti.

Un ringraziamento speciale per il contributo va all’Avis, all’associazione ciclistica e al Comune di Vazzola e all’Aido. Hanno sostenuto e contribuito all’iniziativa il ristorante Gambrinus, Eurovelo, abbigliamento sportivo Alè, autonoleggio Alfieri (che fornirà le ammiraglie per la corsa), Tenuta Belcorvo, Alemar, Pasticceria Cargnello, Italy Cycling Tour, Grafiche C&D, Crios Servizi, Fioreria Luisa e Andrea, Pinarello, Leaf, ManieDesign, Distilleria Maschio Cima da Conegliano e Vini Gnolet.

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