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Rocky e la sua profonda ferita sul dorso

Rocky e la sua profonda ferita sul dorso

Meticcio ucciso a colpi di calcio del fucile da un cacciatore, la denuncia dell'Enpa

L'episodio, denunciato ai carabinieri, è avvenuto lo scorso 27 ottobre a Vazzola. Il povero "Rocky" è stato colpito da un uomo di circa 60 anni che è stato fotografato dalla proprietaria dell'animale che è morto poco dopo a causa delle lesioni riportate

Un cagnolino colpito brutalmente, con il calcio del fucile, da un cacciatore. L'episodio è avvenuto poche settimane fa a Vazzola. A riferire questo episodio è stata l'associazione animalista Enpa, con una lettera del presidente Adriano De Stefano. Il fatto è stato denunciato ai carabinieri che ora indagano sull'episodio.

Il racconto

Erano circa le 10.00 di sabato 27 ottobre, un’amica e il suo figliolo giungono a far visita alla famiglia Rossi (nome di fantasia ndr) la signora Maria va ad accoglierli aprendo loro il cancello della proprietà e li accompagna in casa. Subito dopo sente le urla e i guaiti del loro piccolo meticcio Rocky, Maria si precipita fuori e vede un signore sulla settantina, che vestiva gli abiti classici del cacciatore, che colpisce ripetutamente e con veemenza il piccolo Rocky con il calcio del fucile e con poderose pedate. Maria, terrorizzata e in lacrime si avvicinava al cacciatore implorandolo di fermarsi, che gli stava ammazzando il cane… ma senza alcun esito anzi, l’energumeno l’ha minacciata di rientrare in casa e ha anche tentato di aizzare il suo cane contro di lei. Maria, pur terrorizzata dall’energumeno che si accaniva con inusitata violenza contro il suo cagnolino e decisa a fare di tutto per salvarlo, è rientrata immediatamente in casa, ha preso il cellulare ed è riuscita scattando al “violentatore” un paio di foto e redarguendolo dicendogli che avrebbe immediatamente chiamato i Carabinieri, e così fece immediatamente. Nel frattempo il cacciatore, finito lo sfogo e forse temendo il peggio, si allontanava dalla proprietà lungo la stradina. Dopo pochi minuti giunse sul posto la pattuglia che fu relazionata sull’accaduto. Fu anche fatto notare loro che, a poca distanza dal violentatore, assistevano alla scena un paio di compagni di battuta che se ne sono ben guardati dall’intervenire per fermare il compagno dal massacro in atto.

Ovviamente il povero Rocky fo portato immediatamente all’Ospedale Veterinario che refertava: “Paziente in stato di shok, tachicardia, vistosa lacerazione di cinque cm. Della cute sulla groppa con abbondante perdita di sangue, enorme tumefazione sul lato destro dell’addome”. Il paziente, in prognosi riservata, è stato posto sotto terapia. La successiva radiografia ha confermato la diagnosi e rilevato anche un vistoso pneumoderma. Il rischio peritonite e le lesioni agli organi interni consigliavano l’intervento chirurgico una volta il paziente si fosse stabilizzato. Purtroppo non si è potuto procedere perché Rocky è deceduto il pomeriggio del giorno dopo per i terribili traumi subiti.

In pochi minuti è stato compiuto un atto di violenza inaudita manifestato da un accanimento ingiustificato tale da porre qualche dubbio sull’equilibrio mentale di questo signore che girava armato per le campagne del paese. Naturalmente il cacciatore è stato subito denunciato e, dalle foto provvidenzialmente scattate, pare che sia stato pure identificato. Il reato contestato è di maltrattamento (Art. 544 ter c.p. (*)) ma, poiché quando è stata presentata Rocky era ancora in vita, ora si aggiungerà al reato precedente l’aggravante dell’uccisione dell’animale. La pena prevista per il reato di maltrattamento è la reclusione da 3 a 18 mesi o la multa da 5.000 a 30.000 euro mentre, se da tale azione ne deriva la morte dell’animale la pena è aumentata della metà.

L’Enpa, contattata dalla famiglia, si è resa subito disponibile nel prestare tutto il necessario supporto legale è farà di tutto per evitare che questo animalicida concluda con il solito patteggiamento ma finisca a processo davanti a un giudice. “Un evento di tale ferocia ed efferatezza deve essere punito con il massimo della pena e con una condanna esemplare che serva da monito nei confronti di tutti quei malintenzionati che sfogano le loro ire e frustrazioni su poveri animali indifesi. L’associazione annuncia che si costituirà parte civile. Sono ormai troppo numerosi i fatti di cronaca che vedono coinvolti animali, specie cani e gatti, violenze di ogni tipo, dati alle fiamme, bastonati, sparati, avvelenati e altro. Basta, fermiamioli, la legge c’è e chiediamo con forza che venga applicata al massimo della pena”.

Rocky - Profonda ferita sul dorso-3

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