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Estratti conto "rubati" alla banca, Gabriella Brugnera condannata per ricettazione

Un anno e 8 mesi, senza la sospensione condizionale della pena, la pena inflitta in abbreviato alla 56enne, che aveva patteggiato davanti al gup di Venezia una pena di due anni per aver sottratto quasi 5 milioni al titolare della Art Serf di Vazzola

Un anno e 8 mesi, senza la sospensione condizionale della pena. Questa la pena inflitta oggi, in abbreviato, a Gabriella Brugnera, la 56enne che aveva patteggiato davanti al gup di Venezia una pena pari a due anni di reclusione per aver sottratto quasi 5 milioni dal conto della Art Serf di Vazzola. La Brugnera doveva rispondere di ricettazione e violazione del codice della privacy in quanto trovata in possesso di documentazione bancaria attestante i  movimenti di un conto corrente intestato a Gianfranco Perin, suo datore di lavoro al tempo dei fatti e titolare della Art Serf. Documentazione che sarebbe stata riservata alla banca e quindi proveniente da un accesso abusivo al sistema informatico dell'istituto di credito e attestante alcuni movimenti, peraltro di piccole cifre, fatti dal Perin.

La donna aveva allegato la documentazione tra le carte di una causa civile intentata dallo stesso Perin per il risarcimento del danno, asserendo che i soldi prelevati dai conti della Art Serf erano l'equivalente di somme da lei prestate al suo titolare. L'indagine, coordinate dal sostituto procurate Davide Romanelli, aveva evidenziato come la Brugnera avesse ricevuto un plico della banca da un terzo soggetto, nel frattempo deceduto, e che la cosa l'avesse resa molto contenta. Cosa c'era dentro agli incartamenti? Secondo quanto accertato le stampate degli estratti conto ad uso interno. L'accesso al sistema informatico violato era stato identificato e responsabile del fatto era risultata una donna, collega di Andrea Raccanelli, compagno della Brugnera. La donna ha negato ogni responsabilità asserendo che la password gli era stata sottratta.

Per i fatti relativi alla sottrazione dei 5 milioni sono stati condannati  anche Federico e Andrea De Carlo, i figli di Gabriella Brugnera. In Appello ai due sono stati inflitti 1 anno e dieci mesi e 500 euro di multa ciascuno per per truffa, concorso in truffa, accesso abusivo a sistemi informatici e frode informatica. La Corte di Venezia ha invece riconosciuta l'avvenuta prescrizione per Quirino Brugnera, fratello dell'impiegata infedele, che in primo grado aveva ricevuto 1 anno e 6 mesi, oltre a 400 euro di multa

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