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Cronaca Vedelago

Adescato in chat e sequestrato, i ragazzi: «L'ispirazione da una serie televisiva»

I giovani, per mettere in atto il loro piano diabolico, avrebbero trovato l'ispirazione in una serie tivù che tratta di argomenti del tutto simili alla dinamica che ha caratterizzato i fatti di cui sarebbero i responsabili

La verità dietro al sequestro di persona a scopo di rapina di un uomo di 48 anni, liberato con un blitz dai carabinieri di Castelfranco sabato pomeriggio in una casa in costruzione a Vedelago e che sarebbe stato adescato in una chat per persone gay da tre ragazzi (di cui uno minorenne) sarebbe banale ma anche sconvolgente. I giovani, per mettere in atto il loro piano diabolico, avrebbero trovato l'ispirazione in una serie televisiva che tratta di argomenti del tutto simili alla dinamica che ha caratterizzato i fatti di cui sarebbero i responsabili. "E' da lì - avrebbero detto - che ci è venuta l'idea".

Anche il più giovane dei tre, che ha soltanto 15 anni, è uscito dal centro di prima accoglienza (il servizio che garantisce l'accoglienza dei minorenni in stato di arresto nell'arco delle prime 24 ore) ed è tornato a casa. L'arresto è stato convalidato ma la Procura minorile di Venezia non gli avrebbe contestato il reato più grave, cioè quello di sequestro di persona. Già oggi, 24 febbraio, dovrebbe tornare a sedersi sui banchi della scuola, un istituto tecnico della castellana che frequenta peraltro con ottimo profitto. Secondo il suo legale, l'avvocato Maria Francesca Sedran del Foro di Venezia, non sarebbe  la "mente" del gruppo e soprattutto non sarebbe lui la persona che avrebbe materialmente adescato il 48enne in una chat  promettendo un incontro all'insegna della trasgressione.

Un ruolo del tutto particolare, secondo le prime ricostruzioni, lo avrebbe avuto invece il 20enne, che è affetto dalla sindrome di Cruzon, una malattia genetica che comporta diverse disabilità fisiche. Il ragazzo avrebbe un problema psichiatrico che si sarebbe manifestato anche con sindromi compulsive. Per questo sarebbe stato in cura presso i servizi socio sanitari, che gli avrebbero prescritto dei farmaci. Il suo aspetto condizionato dalla sindrome di Cruzon - per risolvere i problemi di salute dovuti alla sua condizione avrebbe subito quasi cento operazioni chirurgiche, di cui una molto invasiva alla gola - lo avrebbe reso, secondo quanto emerso dalle indagini, il soggetto ideale per "solleticare" le fantasie di persone con problemi di devianza sessuale. Una esca perfetta insomma per attirare una vittima che non avrebbe mai avuto il coraggio di denunciare quello che gli sarebbe successo.

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